Sorrentino, cuore rosanero: "Bellusci ci ha messo la faccia, proprio come me..."

L'ex portiere rosanero tornato soltanto per qualche ora a Palermo in occasione della Solemar Football Conference. L'errore col Bologna ("Dopo quella partita non ho dormito") e la lite con Ballardini: "Il mio amore per la città mi ha fatto perdere le staffe"

Stefano Sorrentino

“Bellusci come me. Ci ha messo la faccia e davanti le telecamere ha voluto dire come stavano realmente le cose. Palermo esperienza indimenticabile, ma quell’errore con il Bologna…”. Parole e musica di Stefano Sorrentino, ex portiere rosanero tornato soltanto per qualche ora a Palerm,  in occasione della Solemar Football Conference. Un evento organizzato da Conference403 a cui hanno partecipato ospiti illustri del mondo del calcio. Fra questi, appunto, anche Stefano Sorrentino.  

Più di 100 presenze in maglie rosa (120 per l’esattezza) tre anni e mezzo vissuti ad altissimo livello e una fascia da capitano saldamente ancorata sul braccio. Da queste parti Sorrentino fa ancora parlare di sé. Gioie e dolori a Palermo per l’attuale portiere del Chievo: promozioni, retrocessioni e una salvezza agguantata soltanto al fotofinish del campionato. “Palermo – dice Sorrentino – è una di quelle città che sia io che la mia famiglia porteremo sempre nel cuore. Un’esperienza che mi terrà compagnia per tutta la vita, che difficilmente potrò dimenticare. Sono consapevole di non aver vissuto gli anni migliori di questa società, anche perché – confessa il portierone 39enne – quando sono arrivato in Sicilia, sapevo di andare incontro a una situazione in leggero declino. Eppure l’affetto della tifoseria, la vicinanza e il calore di questa città mi ha davvero colpito, convincendomi a restare a Palermo anche dopo essere retrocessi. Così ho onorato fino all’ultimo il mio contratto. Quando vivi determinate emozioni e ti ritrovi ad essere il capitano di un club così importante non puoi che definirti una persona fortunata. Grazie Palermo”.

Gioie e dolori appunto. Perché negli occhi di Sorrentino c’è anche e soprattutto l’erroraccio commesso con il Bologna quando si parla del suo trascorso a Palermo. “Dopo quella partita – confessa – per tantissimo tempo ho fatto davvero fatica a dormire. La notte non facevo altro che sognare quell’episodio. Penso che mi abbia segnato profondamente, ma grazie a episodi del genere sono cresciuto come uomo e come calciatore. A Palermo, soprattutto per i portieri, non è mai semplice far breccia nel cuore dei tifosi ma io ricordo ancora che dopo aver raccolto la palla oltre la linea di porta il pubblico del Barbera si alzò tutto in piedi compatto per applaudirmi. La città è sempre stata dalla mia parte. Nel bene e nel male. Non smetterò mai di ringraziarli. Ricordo ancora oggi le vittorie nel derby e il successo con l’Hellas all’ultima giornata di campionato. Poi – continua – ricordo anche qualche episodio meno piacevole, come ad esempio la lite con Ballardini. Dispiace per come siano andate le cose, ma quando nutri dei sentimenti così forti verso una città e ti ritrovi inspiegabilmente a un passo dall’essere messo da parte diventa difficile non perdere le staffe”.

Poi i titoli di coda. Una storia d’amore bruscamente interrotta proprio quando Sorrentino era a un passo dal rinnovare con il club rosanero. “Chioccia di Posavec? No grazie, volevo ancora battermi in prima linea", dice Stefano Sorrentino, che poi confessa: “Finalmente ho visto qualcuno dire quello che pensa. Bellusci come me, un esempio. Nei giorni d’oggi purtroppo i giocatori si limitano a dire quelle quattro dichiarazioni di circostanza tanto per fare il proprio compitino. Bellusci invece ci ha messo la faccia, ha rischiato di beccarsi delle sanzioni da parte del club, ma ha voluto farlo comunque. Solo e soltanto per i sentimenti che nutre verso questi colori. Io avrei fatto lo stesso anche perché, così come Bellusci, sono una persona che vuole sempre e comunque metterci la faccia. Chiedetelo a Zamparini, presidente che al di là di tutto ringrazierò sempre perché mi ha dato la possibilità di conoscere prima e di diventare capitano poi di una città importante come Palermo. Al termine del terzo anno però mi propose di fare da chioccia a Posavec. Non ritenevo fosse il ruolo più appropriato per un portiere che voleva, e vuole tutt’ora, dare ancora tanto al mondo del calcio”. 

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