Da San Siro a Pratola Serra: la mitologica prima trasferta del Palermo nel nuovo decennio

Contro il San Tommaso i rosanero anticipano al sabato e giocheranno al Modestino De Cicco, in un minuscolo impianto dotato soltanto di una tribuna: l'ennesima tappa di una via crucis che è appena iniziata. Un match che ricorda i viaggi degli anni Ottanta ad Afragola, San Rufo e Cisterna di Latina

Lo stadio Modestino De Cicco di Pratola Serra

Quando - si spera - tra qualche anno il Palermo tornerà a giocare a San Siro o, chissà, di nuovo in Europa, qualcuno si ricorderà di quel lontano 11 gennaio 2020. Magari sventolando il biglietto di San Tommaso-Palermo, disputato allo stadio Modestino De Cicco di Pratola Serra. Sì, perché a quattro giorni dal match valevole per la seconda giornata di ritorno del girone I di Serie D, il club, che è espressione di un rione di Avellino, ha sciolto i dubbi. Non si giocherà al Partenio, già occupato dai "padroni di casa" e per il quale in Irpinia stavano per scoppiare "faide fratricide", con i Lupi di Eziolino Capuano che ospiteranno la Vibonese per la loro partita di Serie C. Ma nel minuscolo "Modestino De Cicco" di Pratola Serra. Si tratta di un piccolo impianto sportivo che "vanta" una capienza di appena mille spettatori.

Da Palermo dovrebbero arrivare circa 200 tifosi. Il resto lo faranno il folklore dei supporters locali. Altro che terzo anello di San Siro: non ci sono né curve, né gradinate. Ma solo una piccola tribuna. Al posto delle curve infatti c'è un posteggio per le auto. "Torneremo a Pratola Serra - aveva detto nei giorni scorsi l'amministratore delegato del San Tommaso - e così non daremo più fastidio al Comune di Avellino e all'Avellino calcio. La partita è stata anticipata al sabato per permettere a tanti curiosi di accogliere gente che ci ha accolto benissimo all'andata".

Il biglietto costerà 10 euro. Da quelle parti - si era parlato anche dello stadio Fina di Montemiletto, ma poi l'idea è tramontata - lo considerano un incontro storico. Hanno ragione. Non sarà una scampagnata per il Palermo che il prossimo weekend sarà obbligato a vincere per resistere agli assalti del Savoia. 

Era il settembre del 2004 quando un giovane palermitano di 18 anni si presentò al Meazza per la sfida contro l'Inter di Adriano con lo stendardo con scritto: "Minchia a San Siro sugnu". Vinse il primo campionato italiano degli striscioni. Se quindici anni vi sembrano pochi... In realtà sembra passato un secolo. Roba che ricorda vagamente gli anni Ottanta, quando i rosanero affrontarono trasferte diventate mitologiche: a San Rufo (nel Cilento) con il Valdiano, a Ercolano, a Cisterna di Latina e Afragola. Dopo la sfida di Milano con l'Inter di Mancini la storia del Palermo è decollata: ha giocato a Barcellona, Londra, Gelsenkirchen, Mosca. Un giorno forse tornerà dove è già stato. Ma adesso il presente si chiama Pratola Serra, l'ennesima tappa di una via crucis che è appena iniziata.

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