Tavolate all'aperto e ping pong, lo "strano" ritiro dei giocatori del Palermo in convento

Niente hotel di lusso, (quasi) zero tecnologia: tennistavolo e biliardino, insieme a qualche scampagnata, gli unici svaghi. Ma a Petralia Sottana si sta forgiando un gruppo di ferro, una multinazionale accomunata dalla stessa lingua: quella del pallone

Griglie nel convento, thermos col mate e tavolate da scampagnata tra amici. Il Palermo ha iniziato tardi la preparazione per gli ovvi problemi relativi alla "rinascita", ma il clima che si respira a Petralia Sottana è quello di un gruppo affiatato, pur essendo stato creato ex novo. I rosanero hanno accelerato i tempi sul campo, anche perché tra meno di due settimane si inizierà a fare sul serio in campionato, trovando nello spogliatoio lo spirito giusto per cementarsi nel più breve tempo possibile.

Una multinazionale, più che una squadra di Serie D, accomunata dalla stessa lingua: quella del pallone. Così possono coesistere storie diverse, come quella di Marong, fuggito dal Gambia per inseguire un sogno, o quella di Martin, che il suo sogno sembrava averlo realizzato tra Inghilterra e Scozia, ma ha preferito ripartire dalla Serie D italiana dopo le ultime delusioni. Il primo parla inglese, il secondo francese, ma entrambi si cimentano con l'italiano e non hanno problemi a farsi capire dai compagni. Soprattutto il secondo, che con i piedi riesce sempre a mandare in porta gli attaccanti e fuori dal terreno di gioco ha già legato con il bomber di questa squadra, Ricciardo. I due condividono la stanza all'ex convento dei Padri Riformati, trasformato a tempo di record in un albergo per la squadra di Pergolizzi.

Pranzi e cene, però, si fanno all'aria aperta. I tavoli sono stati allestiti sul chiostro della struttura che ospita il Palermo, dove i giocatori hanno anche la possibilità di svagarsi. Due tavoli da ping pong e un biliardino, divenuti in questi giorni i passatempi preferiti di Santana e compagni, anche se in realtà sono i più giovani ad approfittarne nel (poco) tempo libero. Quando il festival tradizionale di Petralia ha fatto sì che Pergolizzi concedesse mezza giornata libera a tutti, invece, il gruppo ha preferito fare un giro turistico del borgo madonita. Tutti insieme, in giro per le strade del paese e al bar, per compattare ancor di più una squadra nata di corsa.

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