Il nuovo inno, il boato per Miccoli (perdonato) e i gol di Ricciardo: Palermo in festa al Barbera

Ventimila spettatori per la partita contro le vecchie glorie, che reggono un tempo ma poi si arrendono alla freschezza degli uomini di Pergolizzi: 6-0 il risultato finale. Tripletta per l'attaccante. Grande accoglienza per l'ex capitano nonostante le polemiche. Mirri: "Possiamo fare grandi cose"

Foto Alessandro Fucarini

Tre mesi dopo quell’infausto epilogo di fine stagione il Palermo è finalmente tornato a solcare il terreno di gioco del Renzo Barbera. E lo fa in grande stile in una calda serata di fine agosto. Si dice che l’attesa scaldi le emozioni, ma sono proprio serate come queste che fanno salire il termometro delle aspettative e dell’entusiasmo di una tifoseria ferita ma allo stesso tempo pronta a risorgere dalle proprie ceneri.

“Diffondiamo l’amore che nutriamo per il Palermo in tutto il resto del mondo – ha detto il presidente Mirri – e sono sicuro che nel cuore dei giovani tifosi crescerà questo grande senso d’appartenenza”. E’ stata anche la serata dei verdetti oltre che delle grandi emozioni: i tifosi hanno ritrovato la voglia di riempire lo stadio, la squadra di Pergolizzi esprime un buon calcio, a tratti spumeggiante grazie alle giocate di alcuni piccoli “talentini”, Ricciardo è un bomber di razza (tripletta per lui questa sera), Gianluca Berti può ancora dire la sua nonostante abbia superato la soglia dei 50 anni e Miccoli, dopo una lunga polemica nata per la sua presenza allo stadio, ha finalmente chiarito con buona parte della città di Palermo. Al momento del suo ingresso in campo lo stadio ha iniziato a tremare. Le vecchie glorie resistono per un tempo, poi il nuovo Palermo dilaga. Risultato finale di 6-0 per gli uomini di Pergolizzi. 

“A mano a mano” cantava Rino Gaetano in uno dei suoi capolavori e non potrebbe esserci migliore colonna sonora per descrivere una serata del genere. Un vero e proprio capolavoro per l’appunto. Micccoli, Toni, Zaccardo, Migliaccio, Ilicic e tantissimi altri campioni del vecchio Palermo infatti hanno accompagnato mano nella mano nel manto erboso (completamente rigenerato) del Renzo Barbera i nuovi gioiellini del club. Spetterà a loro portare nuovamente in alto questi colori. C’è spazio anche per il nuovo inno, un testo tutto a tinte rosanero, con la speranza che da oggi e per sempre possa accomunare e avvicinare tutta la tifoseria rosanero sparsa per il mondo.  “Palermo, sempre al tuo fianco saremo, in paradiso o all’inferno, nel cuore ti porteremo” recita il testo dell’inno nato dalla complicità di Salvo Ficarra e da Lello Analfino dei Tinturia.

Le interviste, Toni: "Felice per gli applausi" | Video

La rinascita di questi colori passerà da iniziative come queste, ma anche e soprattutto dai gol di Ricciardo (accompagnato in campo da Toni), dall’estro di Santana, dalle parate di Pelagotti e dalle giocate frizzantine di Martinelli, Felici, Martin e Rizzo Pinna (al fianco di Miccoli al momento della passarella) oltre che dall’esperienza del palermitano Crivello (fresco di tesseramento). Un passaggio del testimone che difficilmente il popolo palermitano potrà dimenticare. Il Palermo cambia pelle, filosofia e credo, ma cosa più importante torna in mano ai palermitani e a testimoniarlo infatti c’era una grande cornice di pubblico (circa ventimila i presenti) una vera e propria rarità considerato il deserto degli ultimi anni. Poco importa dunque se il club rosanero sarà relegato nei campi dilettantistici, perché questo entusiasmo non può e non deve conoscere categoria.

La regia di questo indiscusso spettacolo ovviamente porta la firma del presidente Dario Mirri, ma al fianco dell’imprenditore palermitano c’erano anche Salvatore Ficarra, Roberto Lipari, Toni Sperandeo, Lello Analfino e Davide Enia. “Questo è il momento della verità, dimostrare è rivoluzione per la città” recitava lo striscione esposto dalla Curva Nord superiore.  Standing ovation naturalmente per il presidente Dario Mirri, che a fine primo tempo ha lasciato il suo seggiolino della gradinata per parlare a tutto il popolo rosanero. “Oggi – ha detto l’imprenditore palermitano - siamo venuti tutti allo stadio soltanto per il nostro orgoglio. Dobbiamo fare una rivoluzione, la città di Palermo può fare grandi cose, diffondiamo l’amore per la nostra squadra del cuore. Questa sera penso che sia evidente solo e soltanto una cosa: i giovani tifosi rosanero sentiranno sempre di più questo grande senso d’appartenenza”. 

Miccoli-14

Poi dalla passerella di presentazione si è passati a una prelibata amichevole: da un lato il nuovo che avanza, ragazzi diversi con storie diverse accomunati da circa tre settimane dalla stessa voglia di imporsi in una piazza come Palermo. Storie diverse per l’appunto, come quella di Accardi, catapultato da un’ipotetica serie A al campionato di D, troppo forte per il “picciriddo” palermitano il desiderio di diventare una bandiera della propria città. O del suo compagno di squadra Santana uno che da queste parti avrebbe sicuramente giocato al fianco delle vecchie glorie se la testa quest’estate non gli avesse detto di chiudere la carriera lì, dove tredici anni fa tutto ebbe inizio. E infatti al fianco di Santana al momento della passarella non c’era nessuna vecchia gloria. Dall’altro lato invece c’è spazio anche e soprattutto per qualche rimpianto e per qualche sorpresa: è il caso di Fabrizio Miccoli che torna al Barbera cinque anni dopo il suo addio strappalacrime facendo i conti però con un Barbera che ha dimostrato di saper porgere la guancia del perdono anche a chi indubbiamente ha mancato di rispetto nei confronti di un’intera città.

Non si è parlato d’altro che della presenza del Romario del Salento allo stadio, ma è bastato soltanto sentir pronunciare quel nome per fare esplodere letteralmente l’entusiasmo dei venti mila tifosi presenti allo stadio. Dalla rinascita del Palermo a quella di Miccoli: la città adesso lo ha perdonato. Al Barbera sono tornati anche diversi campioni del mondo, come Toni e Zaccardo (popopopo cantavano i tifosi rimarcando l’impresa eroica del 2006) ma anche qualche vecchia gloria più datata come ad esempio Vito Chimenti (tantissimi applausi per lui) Montesano, Troia, Vasari, Galeoto, Di Cicco ed Ignazio Arcoleo. Gloria anche per Totò Schillaci, l'eroe dei mondiali del '90 che per la prima volta ha indossato la maglia rosanero.

Tralasciando qualche capello bianco e qualche chilo di troppo tutte le vecchie glorie sono scese in campo ognuna con le maglie del passato e “con le pance del presente”, ha detto scherzosamente Ficarra e con lo stesso numero che ha contraddistinto la loro avventura a Palermo. basta soffermarsi soltanto sul tridente delle vecchie glorie per capire quanta storia traspiri dai colori rosanero: Ilicic e Miccoli a supporto di Luca Toni. Fra i pali c’è un certo Gianluca Berti, mentre in difesa si rivedono Zaccardo, Biava e Rinaudo; Bombardini, Cappioli, Migliaccio e Vasari a centrocampo. Il nuovo Palermo di Pergolizzi invece si presenta di fronte alle vecchie glorie con un modulo (il 4-3-1-2) che ha accompagnato la squadra per tutto il ritiro pre-campionato.

Una squadra propositiva che trova buone trame offensive sia per vie centrali che per vie laterali. Ad aprire le danze del nuovo Palermo ci ha pensato il centrocampista Mendola con una grande conclusione dalla distanza. Poi Berti decide di infiammare i ventimila del Barbera con una serie di parate negando la gioia del gol prima a Rizzo Pinna e poi a Mendola. “Gianluca Berti facci un gol” ha cantato poco dopo lo stadio e chissà se Castagnini dagli spalti del Barbera per un solo istante non abbia pensato di tesserare il 52enne Gianluca Berti. Nel secondo tempo Pergolizzi mischia le carte, mandando in campo - fra i tanti - anche il bomber Ricciardo a cui sono bastati pochi secondi per siglare il suo primo gol sotto la Curva Sud. Qualche minuto più tardi invece è il turno del promettente Lucera. Al 71’ il nuovo Palermo dilaga, ancora una volta con il solito Ricciardo che si presenta ai suoi nuovi tifosi con una grande tripletta. Dai giovani campioni alle giovani campionesse: in campo c’è anche Simona Zito, giovane calciatrice che farà parte della squadra femminile che nascerà nei prossimi giorni. Gli uomini di Pergolizzi chiudono questa grandissima notte dei campioni con il risultato finale di 6-0, l'ultimo gol porta la firma di Langella. Il Palermo tornerà in campo il primo settembre per il primo impegno di campionato a Marsala. 

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