Idea Serie B a 40 squadre e C non professionistica: Palermo promosso... tra i dilettanti?

Rivoluzione calcio, si lavora a una profonda ristrutturazione del sistema per cercare di salvare il salvabile a causa dell’emergenza Coronavirus

Un'esultanza del Palermo dopo un gol

Nessuno tocchi la Serie A, sì invece ad un’eventuale rimodulazione degli altri campionati con conseguente accorpamento di B e C e una terza serie (non professionistica) dove rischierebbe di figurare per un altro anno anche il Palermo. Il calcio italiano lavora a una profonda ristrutturazione del sistema per cercare di salvare il salvabile a causa dell’emergenza Coronavirus. Ma se da un lato si parla di esecuzione per dare sostenibilità al calcio, dall’altro invece si rischia di condannare  tanti altri club che rischierebbero – ingiustamente – di passare dal professionismo al dilettantismo dopo aver ottenuto la salvezza in C o di essere promossi dai dilettanti ai… dilettanti dopo aver vinto il proprio girone del campionato di D. 

Una vera e propria proposta destinata a fare scalpore dunque. E a svelare quelli che potrebbero essere i nuovi format dei principali campionati italiani, è stato nella tarda serata di ieri direttamente il giornalista di Sportitalia Michele Criscitiello. Che parla per l’appunto di un progetto più che un’idea che di fatto consisterebbe in una profonda ristrutturazione del sistema calcio italiano. La prima certezza intanto potrebbe essere lo slittamento delle prossime stagioni di C e D, la data più probabile al momento è quella di  metà settembre. I club professionistici inoltre potrebbero passare da 100 a 60.

Un restyling che potrebbe anche coinvolgere chi, come il Palermo, quest’anno con molta probabilità si sarebbe meritato sul campo la promozione in Serie C. Categoria che, qualora venissero confermate le anticipazioni di SportItalia, cesserebbe virtualmente di esistere, accorpandosi in parte alla Serie B e in parte ad un’eventuale terza serie (l’attuale serie D in pratica) composta dalle restanti 40 società di C più 20 società di Serie D fra le quali anche le vincitrici dei vari gironi della stagione appena conclusa più qualche altra da individuare secondo precise modalità.  

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Il principale motivo di questa ristrutturazione risiederebbe proprio nel fatto che il nuovo format di Serie B oltre che le eventuali squadre di C andrebbero a percepire due mutualità (tutte quelle risorse provenienti dalla massima serie e utilizzabili dai club di B per il finanziamento della gestione corrente) quelle dell’attuale campionato cadetto e quella della C. Secondo il progetto preso in esame infatti, la Serie B passerebbe a un format da due gironi con 20 squadre ciascuno dove in sostanza figurerebbero sia le società dell’attuale Serie B sia altrettante società della Serie C come ad esempio Monza, Reggina, Vicenza e tante altre i cui criteri di selezione restano ancora un rebus. Una manna del cielo per alcuni, una vera e propria condanna per altri. 

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