Processo al Palermo, clamoroso: udienza d'appello rinviata al 29 maggio

Il presidente della Corte federale d'appello Sergio Santoro ha comunicato la propria astensione a causa di un articolo pubblicato oggi da Repubblica, dove si parla di un'indagine per corruzione a suo carico

Colpo di scena alla Corte federale d'appello: l’udienza si è chiusa di fatto senza dibattimento ed è stata rinviata al 29 maggio. Il presidente Sergio Santoro ha comunicato la propria astensione a causa di un articolo pubblicato oggi da Repubblica, in cui si metteva in dubbio la sua correttezza e la sua serenità di giudizio. Il giudice - secondo quanto scritto dal quotidiano - risulta indagato insieme ad altre trenta persone per presunti casi di corruzione al Consiglio di Stato (la cui presidenza venne poi affidata a Filippo patroni Giffi). Per tale indagine sono stati chiesti a gennaio altre 6 mesi di proroga, mentre procede un’inchiesta parallela a Messina.

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L'udienza era iniziata alle 16,40 circa. La Procura federale aveva intenzione di confermare le proprie accuse di irregolarità gestionali, mentre i rosa hanno integrato la propria memoria difensiva eccependo le motivazioni pubblicate dalla Cassazione, con i giudici della Suprema corte che ritengono non fittizia l’operazione Mepal-Alyssa

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Laconico il commento del direttore finanziario della Arkus Walter Tuttolomondo: "Prendiamo il rinvio al 29 maggio come atto dovuto del Collegio in presenza dell’astensione del presidente della Corte d’Appello Federale. Come prendiamo il rinvio? Preferisco non aggiungere altro...".

Dopo qualche ora invece è arrivata la nota della società rosanero. "L'Us Città di Palermo, prendendo atto dell’odierna astensione comunicata in udienza dal Presidente della Corte Federale di Appello in ragione delle notizie di stampa apparse oggi su presunte indagini a suo carico, si rammarica che ancora una volta non sia riuscita ad ottenere tempestivamente risposta alle proprie istanze, per motivi estranei al procedimento in cui si trova coinvolta. La decisione del Presidente, espressamente motivata ai sensi dell’art. 51 cpc ultimo comma (sussistenza di gravi ragioni di convenienza), aggrava ulteriormente la posizione della Società, che si trova a subire un ulteriore ritardo nella definizione della vicenda. All’udienza fissata per il prossimo 29 maggio la Società - conclude la nota - con i propri avvocati, ribadirà con forza le proprie ragioni, per fare valere i diritti del club e della Città, convinta di poter ribaltare l'ingiusta sentenza del Tribunale Federale Nazionale".

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