La 9 rosanero sulle spalle, Moreo assicura: "I gol? Ho studiato da Inzaghi..."

Presentato il neo acquisto: "Non voleva che lasciassi Venezia, ma Palermo è una piazza troppo importante per rifiutare. Qui potrò crescere molto, ne sono convinto". Il ds Lupo: "Stiamo cercando un vice Aleesami. Calaiò? La porta è aperta..."

Stefano Moreo

Centimetri, tecnica e tanto talento. Presentato quest’oggi alla stampa il numero 9 del Palermo Stefano Moreo, arrivato in Sicilia dopo due anni trascorsi al Venezia. Insieme all’attaccante 24enne c’era anche il ds Fabio Lupo. “Siamo molto soddisfatti – ha detto il ds in sala stampa – per l’ottima riuscita dell’operazione che ha portato Moreo a Palermo. Volevamo migliorare qualcosa in avanti, specialmente nel gioco aereo e sono sicuro che questo ragazzo ci darà una grande mano. L’ex attaccante del Venezia non è soltanto un giocatore alto che predilige il gioco aereo, ma è anche dotato di grande dinamismo oltre che qualità tecniche e morali. Siamo convinti, sia io che Tedino che Zamparini che questa sia stata la scelta più giusta. Per noi, ma soprattutto per il giocatore”.

Capitolo Mercato: parla Lupo

Dopo aver presentato Moreo, il ds del club rosanero ha voluto sciogliere alcuni nodi importanti in chiave mercato. Uno su tutti le operazioni in entrata. Da una parte c’è Callegari, profilo giovanissimo in scadenza di contratto con il Psg, dall’altra il palermitano Calaiò, 36enne che a questo punto potrebbe davvero chiudere la carriera in Sicilia. Due operazioni completamente diverse che Lupo ha voluto commentare così: “Nei prossimo quindici giorni vedremo cosa sarà possibile fare. Se ci saranno occasioni favorevoli – confessa – interverremmo sicuramente, altrimenti eviteremo di spendere tanto per farlo. In questo momento, forse, quello che stiamo  cercando con maggiore insistenza è un vice-Aleesami ma anche qui non è detto che alla fine prenderemo qualcuno. Calaiò – spiega – è un giocatore esperto che conosce benissimo la categoria, ed è per questo che nasce l’idea di portare il palermitano in Sicilia. Inoltre – continua – sarebbe l’ennesima pedina italiana messa a disposizione di mister Tedino. Callegari, invece, è un ragazzo giovane ma molto promettente. Questa sarebbe sicuramente un’operazione di prospettiva. Valuteremo nelle prossime ore”.

Moreo (1)-2

Dal mercato in entrata a quello in uscita. Dopo Cionek, anche Embalo potrebbe lasciare il Palermo. Il club rosanero tenterà fino all’ultimo di trattenere l’attaccante, ma alla fine a fare la differenza potrebbe proprio essere la volontà del giocatore 23enne. “Embalo ha tantissime richieste - ha spiegato Lupo - e questo non può che fare piacere sia a noi che a lui. Il nostro intento è sempre stato quello di trattenere il giocatore, anche perché sia io che il tecnico riteniamo che possa essere molto utile alla causa. Anche qui siamo in una fase di stallo, vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni. Balogh, invece, sta recuperando dall’infortunio e non credo che si muoverà da Palermo”.

Moreo: “Ho studiato da Inzaghi"

Il protagonista di giornata è però Moreo. Dopo essere arrivato al Venezia, l’Airone (questo il suo soprannome) si è subito ritrovato fra i banchi di scuola un maestro speciale: Pippo Inzaghi. Uno degli attaccanti più forti di sempre, con un bagaglio di oltre 300 gol siglati in carriera. Dall’ex giocatore di Juve e Milan, Moreo ha sicuramente studiato, osservato e appreso i trucchi del mestiere. Adesso il Palermo, per provare a spiccare il volo e chissà in futuro eguagliare il maestro. “Ci tengo - dice Moreo - davvero molto a ringraziare mister Inzaghi per tutti i consigli che mi ha dato in questi due anni.  Mi ha lasciato davvero tantissimo: dal modo di stare in campo ai movimenti, a lottare sempre su ogni pallone e a non arrendersi mai perché qualsiasi palla o giocata può essere quella decisiva. Da lui ho imparato tanto e quando ha saputo che dovevo andar via ha opposto un po’ di resistenza. Comunque sia – continua – ci siamo sentiti ed era molto felice per me e per questo passaggio in una grande squadra come il Palermo”.

Stessa statura di Toni, ma movenze completamente diverse. 191 centimetri ma tanta, tanta tecnica. Il numero 9 del Palermo non sarà solo la classica punta di sfondamento, ma un jolly offensivo per mister Tedino. “Da qualche anno sono diventato a tutti gli effetti una prima punta, ma a dire il vero posso giocare anche esterno d’attacco. Mi trovo bene sia in un tridente che  in 4-4-2. Dovrà decidere il mister dove e quando farmi giocare. Per me sarebbe un onore sia giocare al fianco di Nestorovski che entrare in campo al suo posto. Al Venezia avevo trovato la mia dimensione e giocavo con molta continuità, qui invece sarà tutto diverso perché la concorrenza in avanti è davvero tanta. Questo non mi spaventa affatto perché  ho scelto Palermo proprio per avere la possibilità di confrontarmi con gente esperta che ha giocato tante partite in carriera e in Serie A. Qui potrò crescere molto, ne sono convinto”.

Talmente tanto convinto che subito dopo avere appreso dell’interessamento del club rosanero, Moreo non ha esitato neanche un secondo. Palermo era un treno da prendere al volo. “Penso - spiega - che questo non sia assolutamente un club di Serie B. Il Palermo merita sicuramente di giocare in campi più prestigiosi e sono sicuro che l’obiettivo è quello di tornare ad essere protagonisti nel massimo campionato italiano. Da questa città, inoltre, sono passati tanti di quei campioni che essere qui per me significa già tantissimo. Rinaudo mi ha parlato benissimo di Palermo, mi ha detto che mi troverò benissimo è che qui si respira aria di grande calcio. Io sono carico e motivato e quello che mi sento di dire ai tifosi è darò sempre e comunque tutto me stesso”.

I tre gol siglati nel girone di andata non sembrano soddisfare più di tanto Moreo che con il numero 9 dietro le spalle proverà a fare meglio rispetto a quanto fatto con il Venezia. “Sono consapevole di dover migliorare tanto sotto porta. Spesso – confessa – arrivo stanco a tu per tu con il portiere avversario proprio perché in campo non mi risparmio mai. I miei compagni mi paragonano a Mandzukic per il modo in cui corro e sudo la maglia. In campo non mi risparmio mai. Il numero 9 – conclude- l’ho sempre cercato ma purtroppo non sono mai riuscito a indossarlo. Spero che possa portarmi fortuna”. 

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