Ambizioso e sicuro, Cetto si presenta: "Mi piace il gioco duro"

Il neo acquisto rosanero ha parlato al termine della seduta mattutina a Malles Venosta. "Amo difendere 'all'argentina', a 3 o a 4 non fa differenza. Pastore? Normale che vada via"

Si scrive Cetto, ma si pronuncia “Setto”. Così tanto per sgombrare subito il campo dai giochi di parole che abbinano il nuovo difensore argentino del Palermo al politico cinematografico Laqualunque. Anche perché l’ex del Tolosa, alla conferenza stampa di presentazione al termine della seduta mattutina a Malles Venosta, non è sembrato proprio uno che fa dei comizi il suo punto di forza.

Determinato, ambizioso, ma non fumoso, Cetto ha subito fatto capire di che pasta è fatto, qual è il suo stile di gioco. “Tengo alle mie origini sudamericane e anche se sono in Europa da tanti anni – spiega - mi piace difendere all'argentina, mi piace il gioco duro”. Difesa a 3 (quella che predilige mister Pioli) o a 4? “Sono abituato ad essere schierato con la difesa a 4 – aggiunge l’argentino - ma a 3 ho giocato con la nazionale giovanile”. E proprio con il team albiceleste nel 2001, Cetto si è tolto una delle sue più grosse soddisfazioni, vincendo il Mondiale Under 20. Poi i dieci anni in Francia, trascorsi tra Nantes e Tolosa. E adesso Palermo.

“Mi volevano il Lille, campione di Francia, il Montpellier e il Monaco – afferma il difensore - ma ho scelto l’Italia perché volevo cambiare aria e, in particolare, Palermo perché sta andando molto bene”. Quella passione per l’Italia probabilmente nasce anche dal fatto che il biondo centrale ha parenti a Trento e a Venezia. E il Belpaese, almeno dal punto di vista calcistico, sembra già averlo studiato bene. ““La Serie A – sottolinea -  è molto più dura della Ligue 1. Attaccanti come Eto’o e Ibrahimovic o come Gilardino, tra gli italiani, sono temibilissimi”.
Ma Cetto pare non aver paura ed è sicuro di essere arrivato in una delle migliori realtà del calcio italiano.

“Conosco già Miccoli, Balzaretti, Munoz, Pastore e Pinilla. Per adesso non conosco gli altri compagni ma siamo un bel gruppo di giocatori. Il campionato mi sembra l’obiettivo più importante. L’obiettivo della squadra è migliorare il piazzamento dell’anno scorso. Penso che possiamo finire più in alto rispetto all’ottavo posto”. E l’Europa League? “Possiamo giocare bene tutte e tre le competizioni a cui parteciperemo”, risponde Cetto. Infine l’immancabile parentesi sulla situazione di mercato del connazionale Pastore. “Penso si debba sempre cercare di tenere i migliori giocatori, ma ci sono tante squadre interessate a lui, sarebbe normale se partisse”.

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