Le lacrime di Bellusci: "Siamo soli e così non va bene, di chi è il Palermo?"

Il clamoroso sfogo del difensore nel post-partita col Foggia (0-0). Dopo il 90' ha avuto un botta e risposta con alcuni tifosi in tribuna: "Non abbiamo alcuna garanzia, che futuro ci aspetta? Se c'è da andare a casa preferisco farlo a testa a alta. Vogliamo la Serie A ma qualcuno sta provando a farcela perdere nuovamente"

Giuseppe Bellusci

"Così non va bene, la squadra è sola e senza alcune garanzie. Che futuro ci aspetta? Di chi è in questo momento il Palermo?". Rabbia, delusione, frustrazione e tanto rammarico: c’è questo e altro nelle lacrime, ma soprattutto nelle parole rilasciate a caldo da Giuseppe Bellusci nel post-partita col Foggia. Il difensore, protagonista di un infelice botta e risposta con i tifosi al termine del match, ha voluto metterci la faccia per fare da scudo alla squadra (quasi come fosse un capitano d’altri tempi) presentandosi in mixed zone davanti ai cronisti e alle telecamere.

"Sei un cretino": insulti a Bellusci | VIDEO

Una centrifuga di sensazioni e di umori che hanno impedito a Bellusci di tenere a “freno” la lingua, arrivando perfino a puntare il dito contro la gestione malsana della società: “Se c'è da andare a casa preferisco farlo a testa a alta. Vogliamo la Serie A ma qualcuno sta provando a farcela perdere nuovamente”. 

Palermo-Foggia 0-0, cronaca e pagelle

Tanta sostanza, tanto cuore ma poca concretezza: il Palermo non vince e sbatte anche sul Foggia e il Barbera continua a essere sempre più desolato (soltanto mille spettatori). Arrivano adesso anche le dichiarazioni pesanti e pungenti di Bellusci. “Col Foggia abbiamo dato un segnale forte ai tifosi, abbiamo dimostrato di essere una squadra vera, che al di là di tutto remiamo sempre e comunque dalla stessa parte in cui remano direttore e allenatore. Gli unici che ci stanno proteggendo da tutto questo caos sono Foschi e Stellone e noi abbiamo risposto sul campo. Questo gruppo sta dando davvero  tutto, talmente tanto da essere arrivati in questa partita a macinare chilometri su chilometri . Tutto questo non può che significare soltanto una cosa, che nonostante al momento non ci sia alcuna garanzia, non abbiamo mai perso la voglia di vincere e di lottare. La gente dice che finché prendiamo gli stipendi possiamo stare tranquilli ma non è così, quello che mi chiedo è che futuro e quali prospettive ci aspettano  Che futuro per il Palermo? Di chi siamo?“.

Domande che a questo punto potrebbero continuare a non trovare risposte. Così Bellusci, consapevole di quanto possano costargli queste bordate rivolte alla società, decide di asciugarsi le lacrime per continuare a rincarare la dose. “Mi assumo tutte le responsabilità di quello che sto dicendo – continua – anche perché  se c’è da andare a casa preferisco farlo decisamente a testa alta. Io ci metto la faccia oltre che il cuore, se sono un problema allora meglio che vado a casa. Voglio vincere il campionato, voglio la Serie A che ho perso lo scorso anno e che qualcuno sta provando a farci perdere anche quest’anno. Dobbiamo essere tutti uniti, tifosi, giocatori e anche giornalisti, tutti ci devono dare una mano. Quello che mi sento di dire alla città è che per raggiungere la promozione serviranno anche i 35 mila del Renzo Barbera. A fine partita ho sicuramente esagerato prendendomela con i tifosi, ma il messaggio che volevo fare passare è che non penso sia giusto fischiare questa ragazzi, specialmente - conclude -  in un momento così delicato" .

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