Centro sportivo del Palermo, sfuma l'ipotesi dell'ex campo rom: la società cerca altri terreni

Comune e club rosanero non hanno trovato un accordo per la "cittadella sportiva" all'interno del parco della Favorita. Mirri e Sagramola in trattativa con dei privati per l'acquisizione di un'area dove realizzare 4 campi da calcio. Non si esclude l'opzione di andare fuori città

Nessuna intesa con il Comune per la realizzazione del centro sportivo nell'ex campo rom della Favorita, per questo il Palermo ha iniziato a vagliare seriamente anche altre ipotesi. Nei giorni scorsi lo stesso vicesindaco Fabio Giambrone aveva chiuso le porte a "un utilizzo esclusivo dell’area" compresa tra via Case Rocca e viale del Fante, sgomberata lo scorso anno. Mirri e Sagramola adesso parlano intensamente con dei privati per l’acquisizione di circa quattro ettari di terreno, un’area che possa ospitare almeno quattro campi di calcio. Il nuovo impianto sorgerà in città o in provincia? Dopo essere stati a Carini, Terrasini e Capaci, nei prossimi giorni il club rosanero andrà a visionare anche dei terreni nei pressi di Monreale. 

La Soprintendenza questo pomeriggio, in occasione dell’incontro svoltosi fra l’assessore regionale del Territorio e Ambiente Toto Cordare e il Comune, ha avuto modo di ribadire a Rinaldo Sagramola quanto di difficile attuazione possa essere la realizzazione di un impianto sportivo nei pressi dell’ex campo rom che sorge all’interno del parco della Favorita a causa di vincoli e norme che vigono su tutta la riserva della Favorita.

Tanto per cominciare si dovrebbe riparametrare il parco, ma questo sarebbe soltanto uno dei tanti intoppi a cui andrebbe incontro il Palermo. Un lungo percorso che non si concilia affatto con la necessità del club rosa, che vorrebbe invece risolvere il problema “centro sportivo” il prima possibile per poi spendere gran parte delle proprie energie su tante altre questioni di primaria importanza, come ad esempio lo stadio.  

Un’altra difficile - ma non impossibile - ipotesi resta quella di fondo Patti, palazzetto dello sport progettato dall'architetto Manfredi Nicoletti e inaugurato nel 1999 di proprietà del Comune che proprio nel pomeriggio ha fatto sapere al Palermo di voler avviare delle verifiche per poi, eventualmente, mettere in atto un avviso pubblico a cui potrebbe partecipare il Palermo. Tempistiche a parte però il club rosa adesso cerca un terreno da poter acquistare, che sia in città o persino in provincia e non da prendere in concessione. 

Un’area in grado di ospitare almeno quattro (o al massimo cinque) campi da calcio dove poter fare allenare tutto il settore giovanile oltre che ospitare le partite interne della rosa femminile. Per questo fra domani e dopo domani il duo composto da Mirri e Sagramola andrà personalmente a visionare altri terreni nella zona di Monreale, dopo essere già stati a Capaci, Carini e Terrasini. Anche se la speranza di Mirri è sempre stata quella di veder sorgere la nuova casa del Palermo non troppo lontano da viale del Fante. Per questo non è da escludere che alla fine il club rosa possa comunque riuscire a individuare un’area per la realizzazione del nuovo centro sportivo in città. 

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