Ricciardo infiamma i tifosi: "Per riportare il Palermo in alto serve cattiveria"

Il bomber, autore della doppietta con cui ha chiuso la contesa in amichevole con la Supergiovane Castelbuono, promette: "Darò il massimo come tutti, abbiamo chiaro l'obiettivo da raggiungere, ma non sarà facile. Ci saranno tanti ostacoli, devono saperlo anche i tifosi"

Gianni Ricciardo

Il suo compito è segnare e anche alla prima uscita lo ha dimostrato. Due gol, giusto per far capire ai duemila tifosi del Palermo accorsi a Petralia Sottana che tipo di attaccante sia Gianni Ricciardo. Le statistiche da sole basterebbero: lo scorso anno, a Cesena, venti gol. "Senza rigori", precisa il bomber messinese, autore della doppietta con cui ha chiuso la contesa in amichevole con la Supergiovane Castelbuono: "È stato un allenamento importante, ci ha dato qualche indicazione, ma siamo ancora all'inizio. È stata una partita che ci ha fatto conoscere meglio e ci ha fatto mettere benzina sulle gambe". Per i giudizi, però, meglio attendere: "Dopo sei giorni posso dire che questa squadra è importante a livello di qualità, ma questo è un campionato difficile. L'ho vinto tre volte e la caratteristica fondamentale è la cattiveria, perché si va a giocare su campi difficili. Se abbini cattiveria e qualità, allora si può vincere, ma non è facile. Anche per Bari e Cesena non lo è stato". 

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Cattiveria parola d'ordine, dunque, per l'attaccante che condivide non solo il cognome con il pilota australiano di Formula 1 della Renault: "Io sono di Ficarra, lui invece è originario di Matini. Conosco però suo padre, lui ha vissuto lì fino ai quattro anni". Nessuna parentela, dunque, ma la voglia di accelerare è la stessa, seppur su piste diverse: "Ci vorrà tempo per amalgamare questa squadra. Sicuramente è stata un'impressione positiva, perché vincere e segnare fa sempre bene. Dobbiamo continuare su questa strada. Con i compagni mi trovo bene, sono tutti ragazzi umili, a partire da Santana che ha giocato nel calcio vero e per noi è solo un esempio. Mi sto trovando benissimo". Soprattutto con Martin, suo compagno di stanza: "Martin mi piace tanto come gioca, come play. Parliamo italiano, ogni tanto gli scappa qualche battuta in francese. Mi ha raccontato la sua storia, di tante situazioni per cui non ha continuato nel grande calcio dopo essere cresciuto nel Monaco". 

Una carriera totalmente opposta alla sua, che sui campi polverosi della serie D s'è fatto un nome: "I primi quattro anni della mia carriera li ho disputati all'Igea Virtus, da lì ho sempre cambiato squadra, anche quando ho fatto bene. Da giovane mi piaceva vivere sempre situazioni nuove, col tempo mi piacerebbe instaurare un rapporto con una squadra per più anni". Un messaggio d'amore per il Palermo, "la piazza più importante in assoluto" tra quelle in cui Ricciardo ha trascorso la propria carriera, che spera nelle sue reti per tornare tra i professionisti: "Parlare di serie D, per una piazza come Palermo, è solo una lettera. Da nessuna parte, neanche in piazze di Serie A, trovi il calore che i tifosi del Palermo hanno mostrato per un allenamento. Darò il massimo come tutti, abbiamo chiaro l'obiettivo da raggiungere, ma non sarà facile. Ci saranno tanti ostacoli, devono saperlo anche i tifosi. Per una piazza come Palermo, però, l'unico obiettivo è il primo posto. Anche per questo tutti giocheranno alla morte contro di noi".

Le avversarie di livello non mancheranno: "Posso dire che le due squadre di Messina, il Savoia e il Giugliano potranno crearci problemi. Il Marsala ha una buona squadra, anche il Licata farà bene e darà filo da torcere a tutti. I campi calabresi sono tutti difficili, ricordo Roccella, dove un anno la Cavese ci lasciò le penne sia all'andata che al ritorno". Soprattutto le due messinesi, però, rappresenteranno un ostacolo in più per Ricciardo, che a Messina è nato e a Messina poteva tornare: "Ho avuto una chiacchierata con l'FC Messina, ma non voglio creare degli equivoci. Ho molto rispetto per il Messina, sono nato a Messina. Circa un mese fa, sui social, sono stato un po' attaccato dai tifosi, dunque credo che probabilmente l'accoglienza non sarà delle migliori. Li rispetto comunque, vado per la mia strada. Quando ho saputo della catastrofe del Palermo, però, il mio obiettivo primario era questo. Ho avuto anche richieste dalla C, ma sono riuscito a realizzare questo sogno".

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