A Lecce è esploso Di Piazza: "Sono palermitano, segnare al Catania è stato bellissimo"

Grazie al suo graffio i salentini hanno bloccato sul pari gli etnei, nella sfida tra prima e seconda, una specie di spareggio per la B: "E' stata una liberazione"

Matteo Di Piazza

"Il gol al Catania? Per me che sono palermitano è stato bellissimo. Un piacere in più. L'esultanza è stata un'esplosione di gioia". E' felice, felicissimo, Matteo Di Piazza, che parla così dopo il gol del pareggio segnato al Catania. Grazie al suo graffio il suo Lecce ha bloccato sul pari gli etnei, nella sfida tra prima e seconda, una specie di spareggio per la B. Un guizzo di pregevole fattura: servito da Mancosu, il palermitano è scattato in velocità, rientrando sul destro e aggirando il difensore, per poi riportarsi il pallone sul piede sinistro e superare il portiere rossazzurro con un diagonale assassino.

Un gol che potrebbe spalancargli anche palcoscenici più prestigiosi per lui che alla soglia dei 30 anni mira al ritorno in B, già accarezza in passato con Pro Vercelli e Vicenza. Intanto Di Piazza - nato nel 1988 a Partinico - si gode Lecce. Fosse per lui, giocherebbe sempre, anche quando le condizioni fisiche non glielo consentirebbero. Non è uno che morde facilmente il freno, l'attaccante arrivato già al nono sigillo personale in stagione (senza rigori calciati). E' il Lecce si scopre sempre più Di Piazza-dipendente.

La frenesia che fa fatica a contenere la si nota anche nel modo in cui risponde ai cronisti in conferenza stampa, quasi contratto, autodisciplinato. Si cresce pure così e del resto se un calciatore con le qualità come le sue è in serie C qualche motivo ci deve pur essere. Ma con mister Liverani la partita è dura e bisogna saper ingoiare il rospo. Di certo oggi Di Piazza (reduce da un eterno girovagare con tappe anche ad Agrigento, Siracusa e Vittoria) sembra un calciatore più maturo di quello che è arrivato nel Salento in estate. E a chi gli ha fatto notare una esultanza quasi rabbiosa dopo il gol fatto ha risposto: “Era legata anche a una fase particolare con qualche problema per mio padre, poi risolto. Per me è stata una liberazione”.

Di certo, oltre alla marcatura, non dimenticherà l’ovazione che ha ricevuto quando è entrato in campo al posto di Torromino: “Sono cose che non accadono in Lega Pro, io le vedo in tv con qualche campione di serie A. Per me è stata una doppia soddisfazione”.

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Commenti (2)

  • Il motivo perché non seguo il calcio è questo odio che viene inculcato tra compaesani .

  • Il titolo del commento non è congruo con il resoconto dell'articolo e fomenta questo imbecille odio campanilistico tra siciliani.

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