Mantovani indossa il rosanero: "Il Palermo è la mia Nazionale"

Il jolly difensivo preso dal Chievo si presenta: "Mi volevano Udinese, Siviglia e Villarreal, ma ho scelto la Sicilia perché il progetto è ambizioso"

Andrea Mantovani deve farsi perdonare venti minuti da brivido dai tifosi rosanero. Quelli trascorsi tra il 18’ e il 38’ del secondo tempo di Palermo-Triestina del 29 maggio 2004. Toni e compagni erano già praticamente in A, ma l’allora diciannovenne difensore degli alabardati provò a guastare la festa siglando il 2-1. Poi Emanuele Filippini fece esplodere di gioia definitivamente un’intera città. Forse era scritto nel destino che Mantovani e il Palermo dovessero prima o poi ritrovarsi insieme.

“Quella sera – dice il jolly difensivo preso dal Chievo, presentato a Malles Venosta – rimasi a bocca aperta guardando gli spalti”. Quelle curve e quella tribuna ora sono sue. E magari anche quella giornata storica per i rosa è stata determinante per battere la concorrenza. “Mi hanno cercato l’Udinese, il Villarreal e il Siviglia – rivela l’ex clivense - ma il Palermo mi voleva a tutti i costi e a me interessa far parte di un progetto ambizioso come quello rosanero. È la mia grande occasione. Il Palermo è la mia Nazionale, poi se farò bene sarà un sogno indossare la maglia azzurra”. Su di lui punta ad occhi chiusi il tecnico Stefano Pioli che lo ha avuto nell’esperienza gialloblù. “Non è un difensivista il mister. Vuole una linea corta e che tutti siano pronti a impostare l’azione e a ripartire”.

E Mantovani potrebbe essere proprio uno dei perni del nuovo Palermo.  “Sono duttile so giocare sia al centro del pacchetto arretrato che da terzino”. Ha anche il vizio del gol, il difensore torinese: nove reti negli ultimi quattro anni. “Buon bottino per un difensore, ma non è importante chi segna, bensì che la squadra vinca”. Anche perché Zamparini è sempre alla finestra.  “Non temo le critiche del presidente, ci mette cuore perché tiene alla squadra. L’importante è remare tutti dalla stessa parte”. E anche Mantovani dopo Ilicic si lascia scappare la parolina magica, Champions League. “Mi piacerebbe raggiungerla, ma bisogna tenere un passo da scudetto, visto che quest’anno si qualificano le prime tre. Il Palermo si farà rispettare, questo è sicuro”.

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