La versione di Zamparini: "Io truffato dagli inglesi e da quel mitomane di Baccaglini"

L’imprenditore friulano parla a PalermoToday: "Denuncerò il sistema orrendo che governa il calcio chiedendo il giusto risarcimento danni, poi devolverò tutto in beneficenza. Arkus? Chiarimenti da chiedere alla De Angeli, a Foschi e all’avvocato Gattuso"

Maurizio Zamparini - foto Ansa

Sei mesi rinchiuso in gabbia, adesso Zamparini è tornato a ruggire. E lo fa anche con un certo fervore. L’ex patron rosanero punta gli artigli contro la federazione, contro gli organi di revisione ma anche contro la compagnia inglese a cui lo stesso imprenditore friulano aveva affidato il Palermo, dicendo di aver fatto un ultimo grande regalo al popolo rosanero. "Mi hanno truffato anche loro - racconta Zamparini a PalermoToday - esattamente come quel mitomane di Baccaglini. Chiederò un cospicuo risarcimento, poi donerò tutto in beneficienza”. 

Nonostante i sei mesi passati lontani da tutto e da tutti, l’imprenditore friulano dà la sensazione di non aver perso quella irrefrenabile voglia di raccontare la propria versione dei fatti. Definendosi ancora una volta innocente. Zamparini dice di aver chiuso con il mondo del calcio, ma non con il sistema calcio. Con quello ammette di avere ancora ancora qualche conto in sospeso. “Denuncerò il sistema orrendo che governa il calcio e che vi ha tolto la serie A per due anni di fila - dice - chiedendo il giusto risarcimento danni. Poi devolverò tutto in beneficenza. Ai tifosi dico che non ho mai detto di voler rimontare in sella, anzi. Penso esattamente il contrario. Non ci saranno più selle da montare ma soltanto la mia famiglia da amare e tutelare. Il calcio per i miei 32 anni di passione e gestione assolutamente trasparente ha deciso di darmi cinque anni di squalifica. E alla fine sono contento, altrimenti avrei rischiato di essere squalificato dalla mia famiglia”. 

La città non dimentica quanto detto il giorno della presentazione di Richardson, Facile e compagnia bella. Quello che doveva essere l’ultimo grande regalo di Zamparini alla città di Palermo non è stato altro che l’anticamera di un incubo. Un incubo che, purtroppo, a distanza di mesi è diventato realtà. “Sicuramente mi hanno truffato anche loro – continua Zamparini, esattamente come quel mitomane di Baccaglini. I miei avvocati sono a lavoro per adire per vie legali anche contro questi individui. Per quanto riguarda gli ultimi proprietari invece (Arkus Network) dovreste chiedere chiarimenti alla signora De Angeli, a Foschi e all’avvocato Gattuso. I signori che hanno rilevato il Palermo hanno distrutto un vero e proprio patrimonio da oltre 50 milioni di euro. Ciò che vorrei fare notare è che negli ultimi campionati, pur con denunce di reati inesistenti, istanze di fallimento e miei arresti domiciliari il Palermo era comunque riuscito a meritare la serie A. Solo ed esclusivamente sul campo. E questa Serie A vi è stata rubata per ben due volte”.

Zamparini non si dà pace e continua a pensare assiduamente a tutto quello che gli è stato additato contro. Come ad esempio la chiacchieratissima cessione del marchio. “Se ci avessero detto che l’  operazione non andava bene, avremmo sicuramente provveduto in maniera diversa come sempre fatto negli anni passati, magari cedendo anche dei giocatori. Abbiamo scelto il marchio poiché così si manteneva l’organico forte senza cessioni, versando in tre anni 20 milioni, pari alle plusvalenze prodotte. Ci hanno sempre dato l’ok, e questo non lo dice Zamparini, sta scritto nei documenti. E i danni che io chiedo sono per questo: tu organo di controllo mi autorizzi non eccependo negli anni alcuna irregolarità, e poi sanzioni quello che avevi approvato togliendo al Palermo la serie A?

Io ho firmato i bilanci che non redigo, ma fatti dai commercialisti del Palermo, poiché la società di certificazione e la Covisoc avevano riscontrato tutto regolare: e perciò ho firmato certo della massima regolarità, così come confermato anche dai miei professionisti e organi societari. Avessero eccepito irregolarità avremmo fatto diversamente. E hanno avuto anche il coraggio di squalificarmi oltre che di negare la serie A a questa piazza”. 

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