Caramazza lancia la sfida a Praga: "Palermo Capitale dello sport? Si può"

Il presidente del Coni regionale parla in esclusiva a PalermoToday. "La battaglia si gioca sugli impianti e sulle idee, noi abbiamo più idee. Velodromo, Palasport e Diamante da affidare ai privati. Interventi sugli impianti con la legge quadro"

Il presidente del Coni regionale Giovanni Caramazza

Il verdetto arriverà tra marzo e aprile. Palermo capitale dello sport 2016: lui ci crede. "A fine inverno nove membri delle commissione di nove nazioni diverse visiteranno la città, Speriamo bene". Lui è Giovanni Caramazza, numero uno del Coni regionale, ha 55 anni e una lunga carriera sportiva e dirigenziale alle spalle, prima atleta e poi istruttore di kick boxing, poi consigliere MSP (Movimento sportivo popolare), poi presidente del Coni provinciale Palermo, carica che riveste da 9 anni, e adesso anche reggente del Coni Sicilia.

Palermo contro Praga. La corsa contro il tempo è appena iniziata. Il capoluogo siciliano ha appena presentato la candidatura a capitale europea dello Sport 2016. Com’è andata?
“Sì, sono appena tornato da Bruxelles, insieme con il vicesindaco Cesare Lapiana. Abbiamo incontrato 10 parlamentari europei e i sindaci di Cardiff, Anversa e Praga. La capitale ceca ha già prodotto il materiale cartaceo allegato alla candidatura. Noi ancora no. Ma è un vantaggio relativo, possiamo recuperare. La battaglia si gioca sugli impianti e sulle idee. Noi abbiamo più idee, di questo sono convinto. E poi siamo, a differenza loro, una città di mare. Quindi le gare di vela, canoa e canottaggio (per fare degli esempi) qua troverebbero i loro spazi ideali. A Praga no". 

Palermo contro Praga. Se la città siciliana dovesse vincere trarrebbe dei grandi benefici. Nei giorni della manifestazione in città arriverebbe tantissima gente. E poi è anche una questione di prestigio…
“Il verdetto arriverà tra marzo e aprile. Sappiamo che c’è da correre, c’è un dossier da finire. A fine inverno nove membri delle commissione di nove nazioni diverse visiteranno la città. Li porteremo in giro per i circoli e a visitare le nostre strutture. Speriamo bene. Punteremo molto anche sul parco della Favorita, che a breve potrebbe diventare una grande palestra a cielo aperto”.

Il faro della manifestazione sarebbe il Palasport. Quali sono le condizioni della struttura? E gli altri impianti a che punto sono? 
“Io sono convinto che il Palazzetto di fondo Patti possa rinascere a breve. Al momento è totalmente abbandonato ma il vicesindaco mi ha promesso che tra un anno, ripartiranno i lavori. C’è un bando da studiare, ma settembre 2014 mi sembra una data plausibile. Il Velodromo va ristrutturato, come il Diamante. Sono convinto che l’ideale sarebbe affidare queste strutture ai privati”.

Ma ha notato da quando si è insediato dei miglioramenti nell’impiantistica sportiva?
"No. Purtroppo non si fa altro che peggiorare. Gli ultimi impianti sono stati costruiti per le Universiadi del 1997. Da quel momento in poi c’è stato un decadimento. Impossibile non constatare la mancanza di manutenzione. E' stato fatto decisamente poco. Adesso puntiamo sulla legge quadro, abbiamo appena ultimato la bozza. Si tratta di interventi sulla impiantistica sportiva”. 

In questa ottica cosa significa la candidatura di Palermo a capitale europea?
“Accendere i riflettori sul problema sport e stimolare il Comune. E' una sfida difficile ma ho avuto riscontri positivi, c’è entusiasmo e interesse maggiore anche da parte della politica. Ho chiesto a Orlando di parlare con Crocetta. Vogliamo vincere questa scommessa. Spero che la città possa vedere presto qualche impianto nuovo. E che qualsiasi palermitano possa fare sport senza dovere pagare…”.

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