Il ritorno di Delio: "Ero in debito con Palermo, sono qui solo per queste 4 partite"

La presentazione dell'allenatore romagnolo: "Non sono mago Merlino e non abbiamo tempo per poter lavorare. Alla squadra ho detto che ho più bisogno di uomini che di calciatori"

Delio Rossi e Rino Foschi - foto PalermoToday

Passato, presente, ma soprattutto futuro. Un futuro che mai come adesso passa dalle scelte di Delio Rossi. Visibilmente emozionato quando alla prima domanda gli viene chiesto il perché abbia accettato di (ri)tornare in Sicilia, il tecnico 59enne ha voluto subito mettere in chiaro le cose: “Sono in debito con questi colori, ma non sono mago Merlino e non abbiamo tempo per poter lavorare. Alla squadra ho detto che ho più bisogno di uomini che di calciatori”. 

Palermo ceduto alla Arkus Network

Delio Rossi torna a Palermo otto anni dopo aver lasciato la società rosanero con delle parole che rimbombano ancora da queste parti. “I presidenti passano, gli allenatori passano, ma il Palermo resta”, disse il tecnico romagnolo prima di salutare la piazza.  A volte però ritornano (i tecnici) e Rossi è tornato proprio per provare a dare un futuro a un ambiente che non sta certamente vivendo giorni felici. Una scommessa con un’alta percentuale di rischio, ma Delio Rossi ha comunque deciso di rischiare il tutto per tutto.

“Ragionando razionalmente – dice Rossi in sala stampa - avrei dovuto dire di no al presidente Foschi, ma quando chiama una società come il Palermo non si può pensare a nient’altro se non a tuffarsi subito in questa avventura. Qui sono sempre stato rispettato prima di tutto come uomo e poi come allenatore. In tutti questi anni mi sono sempre sentito in debito con questa città, con questi colori e con questi tifosi.  In questo momento di difficoltà non potevo dire di no, probabilmente mi avesse chiamato un’altra società avrei anche declinato l’invito. Vorrei infatti chiarire una cosa: sono qui solo e soltanto per queste quattro giornate, con la società non c’è nessun discorso futuro, non mi è stato promesso niente. Con Foschi abbiamo parlato soltanto di questi due mesi. Dobbiamo raggiungere la massima serie”. 

C’è anche il Livorno negli occhi lucidi di Delio Rossi. Perché fra il ricordo della finale di Coppa Italia o del famoso quinto posto, che per poco nel 2010 non apriva al Palermo le porte della coppa dalle grandi orecchie, Delio Rossi confessa in questo momento di pensare solo ed esclusivamente al prossimo impegno della sua squadra. Fondamentale per poter credere alla promozione diretta. “Non sono mago Merlino – precisa Rossi -  non ho la bacchetta magica, ma ho visto che c’è molto entusiasmo e questa è una buona base di partenza. Incomincerò dal non stravolgere nulla, perché a quattro giornate dal termine della stagione bisogna anche intelligenti e non prepotenti. Non si possono cambiare sistemi di gioco o interpreti in maniera così repentina. Ripartirò sia dalle cose positive che da quelle negative, ma soprattutto ripartirò dall’entusiasmo dei giocatori. Ai tifosi dico che devono stare vicini alla squadra, oggi come non mai. E' troppo semplice salire sul carro dei vincitori, mi piacerebbe invece vedere una città che si stringe attorno a questi ragazzi in questo delicato momento.  

Sulle vicende societarie Rossi ha detto che “soltanto adesso che sono sbarcato a Palermo ho capito quale sarà il mio compito principale: isolare la squadra dalle vicende extracalcistiche. Anche perché – precisa - non ho assolutamente intenzione di dare degli alibi ai miei giocatori, non voglio sentir parlare di distrazioni o quant’altro. Ho fatto tante scommesse nella mia vita, questa è l’ennesima. Qui siete tutti preoccupati per il futuro della società e in parte lo capisco. Ma se io sono qui e solo e soltanto per un discorso prettamente tecnico. Ricordatevi che alla fine la differenza la faranno i risultati maturati sul campo e non negli uffici di viale del Fante. Ho parlato alla squadra, loro sanno cosa ci siamo detti. Vorrei che da oggi al termine del campionato si parlasse solo e soltanto del collettivo, senza fare riferimenti a un singolo giocatore. Noi – conclude – siamo il Palermo”.

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