Le confessioni di Foschi: "Gli inglesi? Degli emeriti scemi, volevano rovinare il Palermo"

Conferenza scoppiettante del "presidente ponte" come si definisce lui: "Dicevano di essere società importante, hanno fatto solo danni e ora chiedono rimborso da un milione. Mirri ha fatto un gesto d'amore. Follieri? Un bluff. Ci sono due cordate interessate, non faremo la fine di Parma o Bari"

Rino Foschi in conferenza

Palermo, Foschi e Mirri: quando una stretta di mano può valere molto di più di un’intera stagione. Torna la luce dalle parti di viale del Fante e l’umore dell’attuale presidente del Palermo non può che esserne una chiara dimostrazione. Conferenza esplosiva da parte di Rino Foschi che davanti ai giornalisti ha deciso di indossare l’elmetto per puntare il dito contro chiunque in questi ultimi mesi abbia deciso di speculare sulla precaria situazione del club rosanero. Il viso radioso di Foschi, a tratti visibilmente emozionato, però cambia facilmente fisionomia non appena si prova soltanto ad accennare i nomi di Facile e Richardson. “Non voglio neanche sentirli nominare, a un certo punto pensavo di essere su 'Scherzi a Parte'. In due mesi hanno provato a rovinare il Palermo e adesso vogliono anche un milione di euro di risarcimento”. Ma il passato è passato, perché adesso a Palermo è giunto il momento di guardare avanti: si lavora per costruire un grande futuro: “La York Capital è interessata, ma c’è anche una cordata italiana dietro alla famiglia Mirri. Ai tifosi dico di essere fiduciosi perché il Palermo non farà la fine del Parma e del Bari”.

Stipendi pagati, boccata d’ossigeno per il Palermo

“Non dire no” cantava Lucio Battisti e chissà se Rino Foschi alla fine non abbia proprio deciso sulle note del cantautore milanese di ri-chiamare Dario Mirri per il bene di questi colori. Un accordo che, alla luce dei fatti, sa tanto di boccata d’ossigeno. “La famiglia Mirri – dice Foschi in sala stampa -  si è aggiudicata quattro anni di pubblicità, ma più che un accordo commerciale io lo definirei un gesto d’amore verso questi colori. Mirri si è fatto avanti - svela - per permettere a questa macchina di continuare a puntare verso l’obiettivo che tutti noi ci siamo prefissati a inizio stagione: la promozione. Nei prossimi 20 giorni avrà anche una sorta di prelazione per questa nuova cordata che ci sarebbe alle sue spalle. Una società composta da varie figure che mi auguro possa essere il futuro del club. L’obiettivo è quello di definire il tutto prima delle prossime scadenze previste per marzo. Chi ha versato questa cifra l’ha fatto solo e soltanto per amore verso questa città. La famiglia Mirri ha fatto il suo lavoro e hanno dimostrato un attaccamento alla maglia non indifferente e non posso che ringraziarli pubblicamente. Perché alla fine – confessa – hanno fatto tanti passi indietro come ad esempio il fatto che da nove anni di esclusiva si è escesi quattro. Non potevo vincolare per così tanto tempo la società rosanero con accordi di questo tipo. Ma anche qui Mirri mi ha sorpreso tantissimo: se in futuro qualcuno vorrà rilevare la società e vorrà fare a meno di Mirri, lui si tirerà indietro per il bene del Palermo. E’ chiaro che una famiglia d’imprenditori deve salvaguardare i propri interessi, ma vi posso garantire che i Mirri hanno davvero lavorato duramente per il Palermo. non smetterò mai di ringraziarli”.

“Il Palermo agli inglesi: l’inizio di un incubo”

“Sono realmente convinto di quello che sto per dire e non mi pentirò: il club rosanero è stato affidato a degli emeriti scemi”. E’ un Rino Foschi senza peli sulla lingua quello che ai cronisti presenti in sala stampa ha deciso di raccontare per filo e per segno le tante peripezie degli ultimi mesi. Specialmente quando si parla della compagnia british. Perché è bastato soltanto usare l’aggettivo “facile” per vedere Foschi entrare in escandescenza assumendo quasi le sembianze di una pentola a pressione pronta ad esplodere. “Purtroppo – dice Foschi - quando Zamparini ha ceduto la società agli inglesi è cominciato il dramma, ma noi non lo sapevamo ancora. Dicevano di essere un gruppo importante, ma in due mesi hanno soltanto fatto una serie di danni. Una vera e propria catastrofe. Per il Palermo, per i tifosi ma anche per me, che ne ho passate veramente di cotte e di crude. Dico soltanto di essere stato licenziato e assunto senza alcuna motivazione plausibile, se non quella di essermi sempre mosso per il bene di questi colori. L’unica cosa certa è che all’interno di questa comitiva non figuravano affatto persone serie, anzi. Hanno sminuito il mio modo di lavorare, hanno bloccato tutte le mie operazioni in entrata e  in uscita e hanno portato il Palermo sul lastrico. Non ci ho mai creduto agli inglesi, il mio avvocato - confessa - mi ha chiesto di fare attenzione a quello che dirò su queste persone, ma potete bene immaginare quante cose avrei voglia di raccontare. Si sono impossessati del club e lo stavano portando allo sfracello. Fino a che non sono riuscito a rilevare le quote di prepotenza. Gli ho detto che se non l’avessero fatto li avrei denunciati e poi fatti arrestare. E adesso sapete cosa ci chiedono? Rimborsi spese per un valore pari a un milione di euro. Se oggi sono qui è anche per dirvi che finalmente queste persone non fanno più parte di questa società, e mai più avranno a che vedere qualcosa con questa città. Foschi e il Palermo sono credibili, non questi inglesi. La procura, i tifosi e chiunque si sia interessato a questa vicenda deve anche sapere che Zamparini non c’entra davvero più niente. Da ora in poi soltanto chi rileverà il Palermo sarà il futuro di questa città. Ma non è semplice, specialmente dopo i danni fatti dagli inglesi, ma adesso è tutta acqua passata. Siamo ancora qua, a lottare per il Palermo e sono convinto che ce la faremo”.  

York Capital e una misteriosa cordata, qualcosa si muove

“Nei prossimi giorni ci saranno delle novità. Stiamo lavorando per questo”. Parola di Rino Foschi, che poi confessa: “Non chiamatemi presidente, ma uomo ponte. Il mio compito adesso sarà quello di lasciare il Palermo in mani sicure e mi auguro che a marzo ci potrà già essere una nuova proprietà. I tifosi devono capire che è una situazione molto complessa, le trattative vanno avanti in maniera molto riservata, stiamo parlando di persone di un certo spessore. Godo di una stima, e lo dico con orgoglio, di tutti i più grandi presidenti del calcio italiano. Marotta, Preziosi, De Laurentis, tutte queste persone mi hanno dato un grande supporto morale e con loro al mio fianco non ho paura di niente. Ci sono due grandi cordate interessate al Palermo: una è la York Capital, una società con un giro d’affari di oltre 30 miliardi di dollari che ha in mente qualcosa di veramente importante per questa città: stadio, centro sportivo e tante altre cose. Quando ti ritrovi a trattare con un fondo come York non si può pretendere tutto e subito. L’altra cordata invece è quella che si cela dietro Dario Mirri, una società che avrà una prelazione per i prossimi 20 giorni. Si è molto parlato di Enrico Preziosi, e può anche darsi che il patron del Genoa sia stato il promotore di questa cordata. Preziosi però ha già i suoi problemi, è innamorato della città di Palermo ma farà quello che sarà in grado di fare, nulla di più niente di meno. Quel che è certo è che in un modo o nell’altro ne verremo fuori. Lavoro giorno e notte per il Palermo, mia moglie – confessa – mi ha detto che raramente mi ha visto così emozionato”.

Il grande bluff di Follieri

Blitz a Palermo con tanto di conferenza stampa davanti all’hotel, un susseguirsi di comunicati per poi non concludere nulla. E infatti il vulcanico Foschi non ha risparmiato neanche l’imprenditore foggiano. “Sinceramente – svela – non so neanche chi sia. Non l’ho mai visto finora. So soltanto che gli piace la città di Palermo. Dopo il match di Perugia gli ho detto di presentarsi a Milano per capire se fosse realmente intenzionato a fare qualcosa di buono, ma dopo quella telefonata, guarda un po’ è scomparso anche lui. Gli ho detto che se voleva il Palermo doveva venirselo a prendere ma alla fine è stato proprio lui a tirarsi indietro più volte. Si rischiava soltanto di perdere tempo, quando tempo questa società non ne aveva. Certo, se voleva farsi pubblicità potrebbe anche esserci riuscito. Non sono un cogl..., sono una persona seria, molta gente mi ha deluso. Non ho paura di quello che sto dicendo, anzi, li sfido qui pubblicamente davanti a tutti, che si facciano pure avanti. Vedremo quale sarà la loro versione dei fatti. Tante squadre si sono fermate, vedi il Parma o il Bari, ma io sono convinto che ce la faremo. Ai tifosi dico di ricordarsi che il Palermo è la quinta citta d’Italia, questa è una società molto importante che suscita davvero molto interessa. Sia in Europa che in America. Qualcosa non ha funzionato, ma siamo ancora qua. Zamparini ha fatto benissimo, purtroppo ha avuto un finale non proprio ottimale con questa piazza e questo mi dispiace tantissimo”. 

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