A Bari un Palermo coi cerotti, Coronado: "Per i rosa gioco anche da mezzala"

Infortunati Nestorovski e Chochev, squalificati Murawski e Jajalo. In vista della sfida di domenica Tedino dovrà inventarsi centrocampo e attacco. Il brasiliano si mette a disposizione: "Non è stato un periodo facile, il gol mi manca. Ma prima viene la squadra"

Coronado in azione - foto Fucarini

Giusto il tempo di sbarcare in Sicilia e il Palermo era già Coronado-dipendente. Sarà stato per il numero che porta dietro le spalle, per la statura minuta alla “Miccoli” o forse per la fama di fantasista, ma fra l’ex Trapani e il Palermo è stato fin da subito amore a prima vista. Dopo un inizio di campionato devastante con gol, assist e giocate  altolocate, l’Italo-brasiliano ha dovuto fare i conti con una condizione fisica non ottimale, che chiaramente non ha consentito al fantasista rosanero di esprimersi al meglio, senza però impedirgli di scendere in campo per dare tutto il suo apporto alla squadra.

Per mister Tedino il giocatore 25enne è inamovibile ed è palese quanto il fatto che il sole sorga ogni mattina che il club rosanero ha assolutamente bisogno del suo miglior Coronado per poter arrivare nuovamente in serie A. “Non è stato un periodo facile per me - ha dichiarato il fantasista rosanero in conferenza stampa - sia per la condizione fisica ma sopratutto per il fatto che in campo non riuscivo a fare quello che volevo. Mi è capitato di sbagliare qualche passaggio o di non essere riuscito a saltare l’avversario e tutto  ciò mi metteva profonda tristezza. Ho lavorato, e sto lavorando tantissimo per recuperare la forma ottimale. Dopo queste ultime due partite penso si essere più ottimista perché sto tornando ad essere quello visto all’inizio, anche se so di poter e dover fare di più. Mi rende molto orgoglioso giocare  per questi colori e per questa città. Il mio futuro, come dico sempre, è nelle mani di Dio. Io penso solamente a far bene qui, poi il resto si vedrà”.

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L’obiettivo di Coronado, dunque, è quello di essere lo stesso giocatore ammirato nelle primissime partite di campionato, fino a quella con l’Empoli dove l’ex Trapani fra assist, sombrero e gol all’incrocio - l’unico finora in stagione - rischiava di far crollare il Renzo Barbera. “Quello visto contro L’Empoli - ha detto il brasiliano - penso che sia il miglior Coronado visto finora. Quello che in fondo vorrei essere ogni partita. Il gol mi manca tanto soprattutto perché in passato sono sempre riuscito a segnare con una certa continuità. Naturalmente, però, prima di pensare al mio, vorrei aiutare la squadra a far punti. Sono certo oltre che fiducioso che il gol arriverà presto”.

Un digiuno lungo più di tre mesi, ma che Coronado potrebbe presto interrompere a Bari, una squadra contro cui finora il fantasista rosanero non ha mai perso e che, anzi, con la maglia del Trapani è sempre riuscito a battere. “ Si, è vero - confessa il numero 10 del Palermo - in carriera ho sempre vinto contro il Bari ma questo non sarà certamente un punto a nostro favore. Loro sono una squadra nuova rigenerata dal lavoro di Grosso. Domenica vogliamo assolutamente ottenere i tre punti, anche se penso che quella contro il club pugliese sarà la trasferta più difficile affrontata finora. Troveremo un ambiente caldo che vorrà sostenere la sua squadra. Inoltre sono sicuro che troveremo un gruppo arrabbiato con la bava alla bocca dopo il ko contro l’Entella”.

Uno scontro al vertice che il Palermo dovrà giocare senza gli infortunati Nestorovski e Chochev e gli squalificati Murawski e Jajalo. A Tedino il compito di reinventare il centrocampo. “Il mister lo sa - dice - sono a completa disposizione del gruppo e a Trapani ho giocato anche da mezzala. Per dare una mano alla squadra farei questo e altro. La mancanza dei nostri giocatori si sentirà, per fortuna la nostra è una squadra completa e di ottima qualità.

Soltanto una parola può fare ben sperare al Palermo: trasferta. Lontano dal Renzo Barbera, infatti, Coronado e compagni sono ancora imbattuti e dopo 17 partite non può che essere un chiaro biglietto da visita. “Quello che penso sul perché giochiamo meglio in trasferta è che quando giochiamo al Barbera le squadre avversarie tendono a chiudersi per cercare di portare a casa un punto prezioso. Quando invece giochiamo in trasferta  i nostri avversari ci attaccano con maggiore insistenza  e quindi di conseguenza abbiamo più spazi per far male alle difese avversarie. Lavoriamo tanto anche per questo. Vogliamo vincere in casa e provare a riportare la gente allo stadio”. Vietato parlare di istanza di fallimento. Coronado non vuole assolutamente sentirne parlare e sull’udienza di giovedì 7 risponde che “dentro lo spogliatoio parliamo di tutto ma non di questo. Pensiamo al campo perché dobbiamo crescere e migliorare. Il nostro obiettivo - conclude - è quello di tornare in A e non possiamo assolutamente permetterci distrazioni”.
 

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