Santa Rosalia per sempre sulla pelle, il tatuaggio diventa un trend

Una moda molto amata dai giovani e non che per di più spopola nel Meridione dove la devozione e il senso di appartenenza ai santi protettori è molto più forte che altrove. Tra i più richiesti anche il tatoo di San Gennaro

Non solo i detenuti come si può pensare ma un vero e proprio trend che conquista sì devoti e ultras, ma anche semplici cittadini. Avere Santa Rosalia tatuata sulla pelle, così, è un fatto religioso ma soprattutto una moda. Palermitano o forestiero che sia, chi sceglie di marchiare ad inchiostro la santuzza sulla propria pelle lo fa per avere sempre la sua protezione e per ricordare al mondo quel legame a quella città che tanto ama, alla terra e al suo popolo cui appartiene. 

Così avere la santuzza addosso diventa non solo un fatto religioso ma anche di identità. E il tatoo del proprio santo protettore come icona simbolo da portare sulla pelle e da mostrare in qualsiasi parte del mondo ci si trovi diventa un vanto. Un trend molto amato dai giovani e non che per di più spopola nel meridione dove la devozione e il senso di appartenenza ai santi protettori è molto più forte che altrove. Per questo ai primi posti viene richiesto ai tatuatori, oltre all'immagine di Santa Rosalia, anche quella di San Gennaro, il santo protettore di Napoli. 

La storia di Santa Rosalia

Santa Rosalia visse a Palermo tra il 1130 ed il 1170 durante il Regno di Sicilia di Guglielmo I il Malo e, secondo la tradizione, fu damigella della moglie del re, la regina Margherita. Periodo di intensa spiritualità cristiana caratterizzato, dopo l’interruzione della dominazione araba, dal risveglio del monachesimo bizantino e occidentale accolto con entusiasmo dai re normanni. In questo contesto Rosalia visse l’eremitaggio poiché la scelta di una vita solitaria in preghiera e contemplazione era l’espressione più alta della sensibilità religiosa di quel tempo.

Non si ha nessuna notizia certa, dal punto di vista storico, sulla famiglia della Santa. La tradizione vuole che fosse figlia di nobili, discendenti da Carlo Magno, conorigine da Pipino re d’Italia, in avanti fino al conte Teodino, padre del conte Sinibaldo de’ Sinibaldi, genitore della Santa e sposo della nobildonna Maria Guiscardi. Alla sua famiglia viene concesso da Ruggero D’Altavilla un grande possedimento alla Quisquina e il monte delle Rose in contrada Realtavilla.  

Padre Costantino Caetani, narra nel 1619 come Rosalia fosse stata damigella d’onore della regina Margherita, figlia del re di Navarra, moglie di Guglielmo I il Malo (1120/1166). Si narra che, intorno ai 13/15 anni, il padre, per obbedienza al sovrano, le chiede di sposare il conte Baldovino per ricompensarlo di aver salvato la vita al re. Ne ottiene un rifiuto e la manifestazione del desiderio di lei di darsi alla vita religiosa. 

Abbandona la casa paterna, accede all’ordine delle monache basiliane, sceglie la vita eremitica e vive, per circa 12 anni, presso una piccola cavità carsica che si trova ora incorporata nell’eremo a lei dedicato nel bosco della Quisquina, oltre Bivona, a mezza costa di un dirupo di circa 900 mt che domina la necropoli di Realtavilla. Ad avvalorare questa tradizione esiste una scritta, trovata il 24 agosto 1624, sulla parete destra dell’ingresso della piccola grotta. Nella parte bassa della scritta, a sinistra, compare anche la cifra "12" che dovrebbe indicare gli anni in cui Rosalia visse in quel luogo. 

Abbandonata la grotta della Quisquina, Rosalia torna a Palermo e si sofferma per breve tempo nella casa paterna, nel quartiere Olivella. Successivamente si rifugia presso una grotta, ricca d’acqua, accanto ad un antico altare, prima pagano e poi dedicato alla Madonna, sul Montepellegrino da tempo immemore ritenuto un monte sacro. Qui Rosalia visse in eremitaggio per circa 8 anni, fino alla morte. Nell’intento quindi di perseguire il suo eremitaggio e la sua vocazione sale sul Montepellegrino, montagna sacra dei Palermitani, ove concluderà, dopo circa otto anni, la sua vita. Molto probabilmente Rosalia nell’ultimo periodo della sua vita (forse qualche mese) si fece murare all’interno della grotta, dove poi morì il 4 di settembre. 

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