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Degrado urbano

Zona industriale di Brancaccio: tra cultura e degrado, anche questa è Palermo

Via Filippo Pecoraino · Sperone

Tra cultura e degrado, anche questa è Palermo… sino agli ottanta considerata una delle zone industriali di Palermo, via di accesso alla città e oggi asse viario importante e strategico dal punto di vista commerciale. Parliamo della zona industriale di Brancaccio sita all'interno della Seconda circoscrizione, tra lungaggini burocratiche, inadempienze e forse altri motivi a me oscuri, questa porzione di Palermo, da anni vessa in uno stato di totale abbandono. Non più definibile e qualificabile come asse industriale, per incremento demografico e per abbandono da parte di tanti industriali, oggi si aggiunge alle tante terre di nessuno di questa città.

Su questa area insiste un’imponente presenza dell’Eni, definita dal piano della protezione civile ad alto rischio industriale. In questi anni a nulla sono serviti gli interventi dell’opinione pubblica, dei media, o degli avvenenti politici (presenti a stormi nelle diverse campagne elettorale). Anche questa Palermo. Ma qui c’è dell’altro, a differenza delle tante zone grigie di Palermo, qui siamo in un luogo in cui oltre il degrado e l’abbandono bisogna fare i conti con potenziali rischi. Anche la dialettica è stata timida, il Comune e l’Irsap non hanno saputo ad oggi fare chiarezza sulle competenze, da cittadino resto un po' basito quando a distanza di tanni anni l’unica mossa messa in campo, da parte dell’amministrazione e della politica in genere, sia stata una diffida, atto giudiziario che a mio modesto parere lascia il tempo che trova.

Ricapitolando quindi: un’area abbastanza vasta di Palermo, inserita ormai (per crescita demografica ed urbanizzazione) all'interno di una comunità abitata con innumerevoli problemi e possibili emergenze: rischio industriale, assenza illuminazione pubblica, mancata manutenzione (stradale e pulizia), presenza di discariche a celo aperto, presenza di amianto abbandonato, controllo e sicurezza, bretella autostradale.

Stiamo parlando di un’area che in alcuni tratti è al confine e per altri all'interno di quel che resta della “Conca d’Oro” di Palermo. Un luogo ricco per ragioni storiche di Bagli padronali, si narra pure della presenza di un edificio con una stanza dello scirocco, in cui ai tempi risiedeva la regina Costanza nelle calde estati. Sono certo e voglio ben sperare che presto la questione possa approdare su tavoli diversi, coinvolgendo magari la magistratura ed interessare seriamente la politica. Tanti gli interventi che si sarebbero potuti fare in questi anni, dalle opere di compensazione alla promozione locale del territorio e, non ultimo, alla gestione comunale. Tra il castello di Maredolce, la costa sud ed il ponte ammiraglio, esiste la zona industriale di Brancaccio a Palermo. Tra cultura e degrado anche questa è Palermo. Sergio Oliva

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