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Casteldaccia: i cartelli dell'orrore

Via Pietro Nenni · Casteldaccia

E' il turno dei cartelli stradali a Casteldaccia. Dopo i rifiuti, il centro di accoglienza degli immigrati, ora tocca ai cartelli della morte. Si, i cartelli della morte, che anziché segnalare un disagio pubblico per le strade, tracciano un sentiero verso l'oltretomba. Non serve avere superato il test teorico della patente di guida per capire che ciò che il comune installa come cartelli segnaletici di avvertenza ad un pericolo, siano in realtà un pericolo ancora maggiore del disagio stesso. E allora mi chiedo: dov'è andato a finire il senso civico che l'amministrazione comunale dovrebbe far applicare ai propri cittadini? Dov'è andato a finire il rispetto reciproco tra esseri umani? Perché di rispetto si sta pur sempre parlando: apporre una segnaletica del genere è un'offesa all'intelligenza di tutti i cittadini.

Entrando poi nello specifico delle regole del codice della strada, innanzitutto, l’art. 45, stabilisce il "divieto di fabbricazione e di impiego di segnaletica stradale non prevista o non conforme a quella stabilita dal codice della strada, dal regolamento o dai decreti o direttive ministeriali, nonché la collocazione dei segnali e dei mezzi segnaletici in modo diverso da quello prescritto". La violazione di tale divieto prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di 419 euro, nei confronti di “chiunque” la commetta: ciò significa che tale violazione può essere contestata anche nei confronti di enti proprietari, concessionari o gestori delle strade, Comuni, Province, imprese o persone autorizzate o incaricate della collocazione di segnali stradali.

Ora, ciò che chiunque si chiederebbe è: Chi dovrebbe multare un organo pubblico? I cittadini forse? Quei cittadini che vengono criticati per aver segnalato qualcosa che potrebbe essere dannoso per la vita di chiunque? È questo il rispetto che ognuno di noi si merita dal proprio ente comunale? La risposta è un semplice NO. Non è accettabile, non è tollerabile ed è inammissibile che tutto ciò possa accadere soprattutto per una questione così delicata. Caro Primo Cittadino di Casteldaccia, è davvero questo il valore che Lei attribuisce ad una vita umana? I cittadini sono la sua seconda famiglia, un buon sindaco dovrebbe governare la propria città pensando sempre di salvaguardare il bene comune e non gli “equilibri politici” della sua maggioranza. Un buon sindaco dovrebbe aver cura della propria città come se fosse la propria casa. Come un buon padre di famiglia non permetterebbe ai propri figli di avventurarsi liberamente in un luogo pericoloso, un buon sindaco dovrebbe proteggere i propri cittadini da qualsiasi pericolo e non crearli. Fate attenzione cari compaesani, aprite bene gli occhi mentre vi avventurate per le strade di Casteldaccia ed aiutiamoci ad evitare che qualcuno si possa fare davvero del male.

Claudia Togni

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