Dieci luoghi che un palermitano deve conoscere ma un turista non può perdere

Palermo è sintesi del patrimonio arabo-normanno che la storia ci consegna caratterizzato da uno stile architettonico e artistico di eccezionale valore universale, in cui si fondono elementi bizantini, islamici e latini, tanto da essere patrimonio Unesco

Foto di Rosellina Garbo

Convivenza, interazione e interscambio tra diverse culture, tra diversi popoli. Palermo è sintesi dell'inestimabile patrimonio arabo-normanno che la storia ci consegna, quel tratto caratterizzato da un originale stile architettonico e artistico, di eccezionale valore universale, in cui si fondono elementi bizantini, islamici e latini. Palermo, nominata lo scorso anno "Capitale italiana della cultura", è culla di dieci luoghi inediti (anche tra Monreale e Cefalù) che sono patrimonio dell'Unesco e che un palermitano deve conoscere, ma un turista non può assolutamente perdere.

1. Palazzo Reale 

Il Palazzo Reale sorge nel nucleo più antico della città di Palermo, l’area dei primi stanziamenti punici, le cui tracce sono ancora oggi visibili nei sotterranei della fabbrica. Ampiamente trasformato in età moderna, esso custodisce ancora al suo interno nuclei architettonici di epoca medievale che rappresentano originali e rare combinazioni di stile islamico e romanico, frutto dell’interazione e della convivenza tra diverse componenti culturali. Il valore culturale del Palazzo Reale di Palermo, consiste anche nella sua continuità d’uso. Sede del più antico parlamento europeo e luogo del potere, il Palazzo ha mantenuto inalterate le sue funzioni di rappresentanza: oggi, infatti, è sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.

2. Cappella Palatina

La Cappella Palatina, fatta edificare da Ruggero II, venne consacrata nel 1140. Nel suo complesso rappresenta la massima espressione del sincretismo culturale che distinse l’epoca ruggeriana, e uno dei monumenti medievali meglio preservati tanto nella parte architettonica quanto in quella decorativa. L’edificio si compone di un presbiterio rialzato a pianta centrale e di un corpo longitudinale a tre navate: il primo è contraddistinto da tre absidi e da una cupola su base quadrata di ascendenza bizantina, mentre il secondo si distingue per la presenza di archi acuti su alti piedritti, sorretti da colonne e capitelli di spoglio. Conserva al suo interno generi diversi per origine e cultura figurativa - islamica, bizantina, occidentale - che fanno della Cappella l’esempio più rappresentativo delle arti mediterranee nell’ambito della Sicilia normanna. 

3. Chiesa di San Giovanni degli Eremiti 

La Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, fondata in epoca ruggeriana (1130-1154), sorge appena sotto le mura del Palazzo Reale. Presenta una pianta a croce commissa e una volumetria compatta e regolare, cui fanno da contrappunto, a diverse altezze, le cupole intonacate di rosso all’esterno. All’esterno, l’edificio si contraddistingue per la regolare stereometria dell’apparato murario, formato da conci squadrati di calcare che contrastano con la vivace coloritura rossa delle cupole, innalzate su tamburi cilindrici con trombe angolari e ghiere archiacute a triplice rincasso. In un articolato gioco di volumi di impronta decisamente islamica (il rimando più forte è all’architettura del nord-Africa dell’XI-XII secolo) si alternano blocchi compatti quadrangolari e cupole emisferiche. 

4. Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio 

Tra i monumenti dello strato arabo-normanno, Santa Maria dell’Ammiraglio rappresenta il livello più bizantino, con elementi di chiara derivazione islamica. La chiesa venne edificata alcuni anni prima il 1143 da Giorgio d’Antiochia, Grande Ammiraglio del Regno di Sicilia sotto Ruggero II. La parte originaria della chiesa è a pianta croce inscritta triabsidata, cupola su tamburo ottagonale retto da quattro colonne collegate da archi moderatamente ogivali, bracci coperti con volte a botte e campate angolari quadrate coperte con volte a crociera. In origine la chiesa era preceduta da un portico con atrio e dal campanile, visibile ancora oggi. L’interno della chiesa antica è decorato con mosaici di eccellente fattura. 

5. Chiesa di San Cataldo 

La chiesa di San Cataldo rappresenta un compiuto capolavoro architettonico, notevole esempio di elaborazione formale sincretica concepita da maestranze islamiche secondo criteri romanico-occidentali. Essa costituiva la cappella di un complesso di edifici oggi scomparsi, appartenuti a Maione da Bari, Gran Cancelliere e successivamente Grande Ammiraglio del regno sotto re Guglielmo I, dal 1154 al 1160. L’edificio esternamente si presenta nella sua purezza volumetrica, animata da arcate cieche a rincasso che inquadrano le tre monofore aperte su ciascun lato. La sola abside maggiore è sporgente e alta quanto tutto l’edificio. Il coronamento della chiesa è costituito da una cimasa a traforo di tipo fatimide al di sopra della quale spiccano le tre cupolette che coprono la nave centrale. 

6. Castello della Zisa

Il palazzo della Zisa (dall’arabo al-Azīz, “il glorioso”, “lo splendido”), fondato dal re Guglielmo I nel 1165 e portato a compimento dal successore Guglielmo II (1190 ca.), costituisce un sorprendente esempio di architettura palaziale ifriqena. Sorgeva fuori le mura dell’antica città di Palermo, costituendo il monumento più importante e rappresentativo del Genoardo (dall’arabo jannat al-ar, “giardino” o “paradiso della terra”) che, ispirandosi ai giardini di ascendenza islamica, caratterizzava il territorio immediatamente fuori della Palermo normanna.

7. Cattedrale 

La chiesa Cattedrale di Palermo, dedicata a Maria Santissima Vergine Assunta, sorge in un’area a ridosso delle antiche mura punico-romane che chiudevano il luogo del primo insediamento fenicio. Trasformata in moschea del venerdì al tempo della dominazione islamica, la basilica fu restituita al culto cristiano nel 1072 da Roberto e Ruggero d’Altavilla. All’arcivescovo Gualtiero si deve la ricostruzione dell’edificio normanno, collocata dagli studiosi tra il 1169 - anno dell’elezione di Gualtiero ad arcivescovo - ed il 1185, anno della consacrazione della chiesa. L’edificio ha un impianto basilicale a tre navate sul quale s’innesta un ampio santuario, costituito da un transetto sporgente e triabsidato, ampliato da una spaziosa campata antistante.

8. Ponte dell'Ammiraglio 

Il Ponte dell’Ammiraglio, costruito nel secondo quarto del secolo XII (1132 ca.) costituisce un’importante testimonianza dell’architettura civile di età normanna. Rappresenta uno dei massimi prodotti d’ingegneria medievale in area mediterranea, interamente costruito in pietra da taglio, notevole per dimensioni, straordinarie per l’epoca. Deve il suo nome al fondatore Giorgio di Antiochia, ammiraglio del regno al servizio del re Ruggero II dal 1125 e altresì fondatore della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio. Il ponte, oggi in Corso dei Mille (Piazza Ponte Ammiraglio), fu eretto fuori dalla cinta muraria della città normanna, in prossimità della porta di Termini e in origine attraversava il fiume Oreto. La costruzione è parzialmente interrata e circoscritta in un’area recintata. 

9. Cattedrale di Cefalù

La Cattedrale di Cefalù venne fondata, insieme alla relativa diocesi, da re Ruggero II nel 1131. Essa è il risultato di travagliate vicende architettoniche, per via delle quali l’edificio non venne mai realizzato secondo il progetto originario. L’edificio si erge sull’alto di una scalinata costruita nel 1851 ed è preceduto da un ampio sagrato a terrazzo che svolgeva la funzione di cimitero. Il prospetto è caratterizzato da due possenti torri, alleggerite da eleganti bifore e monofore e sormontate da cuspidi piramidali aggiunte nel Quattrocento: una a pianta quadrata l’altra a pianta ottagonale. 

10. Cattedrale di Monreale 

Il complesso monumentale di Monreale, composto dalla chiesa, dal convento benedettino e dal palazzo reale, fu edificato per volere del re Guglielmo II (1166-1189). La Cattedrale presenta una facciata principale rinserrata entro due massicce torri, tra le quali si estende un portico centrale edificato nel 1770. Al centro si trova il portale di accesso principale cuspidato, con quattro ghiere ogivali a rincasso, arricchite da uno splendido partito decorativo con motivi figurati ed astratti a rilievo, misti a tarsie in opus sectile geometrico con poligoni stellati. In esso è collocata la porta bronzea di Bonanno Pisano, composta da 48 formelle con scene bibliche, firmata e datata 1186.

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