Gli studenti dell'istituto comprensivo Guttuso di Carini alla ricerca delle proprie radici storiche

Visita al Chiostro dei carmelitani di carini e pinacoteca annessa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Conoscere il territorio vuol dire avere memoria storica delle proprie radici e sapere costruire su esse un futuro migliore per le nuove generazioni". Con queste parole la preside dell'Istituto Comprensivo Renato Guttuso di Carini professoressa Anna De Laurentiis plaude all'ennesima iniziativa mirata a garantire una migliore conoscenza e fruizione del patrimonio architettonico e artistico della città di Carini. Un'iniziativa, quella portata avanti dall'istituto, inserita in una più ampia progettualità Pon FSE, in rete, che vede coinvolte tutte le scuole del territorio di ogni ordine e grado con capofila l'istituto di Istruzione Superiore Ugo Mursia di Carini.

Ad essere visitato, questa volta, il Chiostro dei Carmelitani di Carini e l'annesso museo realizzato nella Sacrestia della chiesa omonina. Prezioso il patrimonio artistico con una pregevole pinacoteca che espone, tra gli altri, il ritratto del frate che fondò la chiesa e il convento annesso. Si tratta di Fra Antonio del Bosco, trapanese, che nel 1566, grazie ad una donazione di Vincenzo La Grua, barone e Signore di Carini, marito di Laura Lanza, realizzò questo complesso monumentale. Il progetto si serve della consulenza del dott. Ambrogio Conigliaro, degli esperti professori Titti Cancelliere e Antonio Fundarò, dei tutor professori Giovanni Piazza e Raffaele Vallone.

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