I Sansoni inaugurano l'anno scolastico all'Ascione, consegnate tre borse di studio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

All'Ascione inaugurazione del nuovo anno scolastico alla presenza di genitori, studenti dell'Istituto e altre scuole del territorio. Ospiti di eccezione i Sansoni che hanno consegnato agli alunni Martina Cannella, Vincenzo Azzara, Fernanda Ciaravella, tre borse di studio raccolte in memoria di Carla Misuraca, docente storica dell'Istituto, scomparsa da un anno, vittima di un brutto male.

"Ago della bilancia, bella dentro e fuori, disponibile fino all'inverosimile, ha sempre sostenuto gli alunni meritevoli ma con difficoltà economico finanziarie". La ricorda così il collega Salvo Mancino, visibilmente commosso. Una mattina all'insegna di forti emozioni, veicolate dalla comicità composta e graffiante dei Sansoni, che con sagacia e intelligenza nei loro video raccontano e immortalano segmenti di vita reale "a cui poco c'è da aggiungere", svelandone l'apparente normalità.

"Cerchiamo di far passare messaggi positivi, al di là di luoghi comuni e pregiudizi che tendono a escludere voci controcorrente", come quella di Federico, senza telefono per scelta e invitato a salire sul palco dell'Auditorium a condividerne "con coraggio" le ragioni. "Ribaltiamo risultati fin troppo scontati", un rischio possibile nell'era dei social "da non demonizzare, ma utilizzare in modo consapevole come straordinaria opportunità di condivisione". E così, parlando il linguaggio degli studenti, da cui non sono troppo distanti per età, i giovani fratelli Federico e Fabrizio Sansone hanno ripercorso alcune tappe del loro percorso, sottolineando l'importanza dello studio, dell'impegno e invitando a ricercare e coltivare il proprio talento. Valori che i Sansoni cercano di diffondere anche nelle scuole, per contrastare fenomeni di emarginazione sociale, bullismo e cyberbullismo con le potenti armi dell'ironia.

A conclusione della giornata la lettura della toccante testimonianza di Carla Misuraca, filo conduttore dell'incontro: "La coscienza ancora sopita ci dice però che non siamo soli e che nella nostra unicità siamo tutti uguali. Lo straniero che incontreremo aprendo oggi la porta di casa siamo noi e il minimo che possiamo fare è regalargli un sorriso che gli dica: ”Fratello, la vita è bella!”"

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