Laboratorio per la realizzazione dei dolci secchi di San Giuseppe alla scuola Vanni Pucci

L’Istituto Comprensivo Renato Guttuso sempre all’altezza delle sfide del terzo millennio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La ricorrenza di San Giuseppe ha riacceso, in provincia di Palermo, il desiderio di identità, di tradizione, di cultura di un popolo. Con una attenzione particolare al cibo, alla loro realizzazione, al legame intimo che questo ha con le feste e, con quelle religiose, in particolare. «E’ noto che il cibo è, per tutti noi, il primo veicolo di relazione umana. Per queste ragioni l’attività del cucinare, ricca di stimolazioni per i cinque sensi, è in genere gradita ai bambini piccoli, perché appunto vicina al loro modo di avvicinarsi alla realtà. Crescendo, il cucinare e il cucinare insieme acquisiscono altre valenze: restando fra quelle più squisitamente psicologiche, insegnare, educare il bambino alla preparazione degli alimenti significa favorire il suo naturale percorso di autonomia» ha sottolineato il dirigente dell’Istituto Comprensivo Renato Guttuso di Villagrazia di Carini, la prof.ssa Anna De Laurentiis, nel complimentarsi con i due responsabili dei plessi Vanni Pucci e Prestigiacomo nei quali sono stati attivati, in orario scolastico, due laboratori finalizzati alla produzione del tipici dolci, pani e minestrone di San Giuseppe.

Con queste motivazioni pedagogiche, proprio in occasione della festività di San Giuseppe due dei cinque plessi dell’ICS Renato Guttuso hanno voluto da un lato riscoprire le tradizioni legate a San Giuseppe, non tanto dal punto di vista religioso, quanto piuttosto da quello antropologico con la riscoperta, ad esempio, dei dolci secchi, a forma di “cucciddatu” e di “bastone del Santo”, al Plesso Vanni Pucci di via Elba e dei “panuzzi” che hanno definito emozionali e del “Minestrone di San Giuseppe”, al Plesso Prestigiacomo del bivio Foresta. Un corpo docente, con i relativi alunni, i collaboratori, tutti fortemente impegnati a non permettere che scompaia questo crogiolo di tradizioni culturali, gastronomico e identitario. Inoltre, è stato «un modo – ha sottolineato Virginia Licastro – per ribadire che lo stimolo del “cucinare insieme” fornisce importanti opportunità di relazione e di socializzazione, facilita l’accettazione, la comprensione ed il superamento dei propri limiti, avvicina il bambino ad apprezzare la possibilità di accettare l’aiuto di adulti e dei compagni, e di provare per questo gratitudine».

Fattori che, ha continuato Virginia Licastro, hanno ritrovato vitalità al plesso Prestigiacomo anche nel momento della benedizione dei panuzzi e della mensa oltre che nella creazione dell’altare devozionale di San Giuseppe. «Il cibo e la cucina possono diventare occasioni speciali per mettere in gioco azioni educative in grado di stimolare lo sviluppo psico-fisico del bambino, la sua autonomia, la sua crescita e il suo bagaglio culturale. Saper usare le mani vuol dire saper creare fisicamente qualcosa, vuol dire “saper fare”, l’abilità nelle dita si costruisce lentamente, ma deve essere stimolata e incentivata. I bambini, per apprendere e costruire le loro competenze, devono poter fare e provare piacere nel fare, ripetere le esperienze, sperimentare la loro creatività il più possibile.

Il lato davvero positivo dei laboratori di cucina è che si conquistano delle competenze estremamente importanti per la costruzione dell’autonomia e dell’autostima, perché di fatto le competenze permettono di passare dalla conoscenza, cioè il sapere, all’abilità, alla capacità, cioè il saper fare, che si raggiunge attraverso il fare esperienze e da lì si arriva al saper essere» ha fatto presente Antonio Fundarò che ha voluto e coordinato il laboratorio di “Manipolazione creativa gastronomica” al plesso Vanni Pucci. Un plesso che ha avuto la possibilità di sperimentare, congiuntamente a questo laboratorio, al termine del quale i bambini hanno potuto degustare i loro biscotti, anche la visita dell’altare di San Giuseppe, in piazza San Pio, realizzato da alcuni genitori e residenti di Villagrazia, tutti facenti parte della “Associazione di volontariato Crescere Insieme Onlus” che, tra l’altro, ha organizzato la Sagra del minestrone di San Giuseppe, e si è fatta carico dell’allestimento di alcuni laboratori manipolativi e di un momento ludico ricreativo al quale, tra gli altri, oltre agli alunni e agli insegnanti del Vanni Pucci, hanno partecipato anche quelli del plesso di via Nazionale. Ancora una volta l’Istituto Comprensivo Renato Guttuso di Carini mostra tutta la sua attenzione alle nuove generazioni, al territorio, alla storia e all’identità di un popolo.

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