All'ospedale Giglio di Cefalù una nuova area per i prericoveri

Uno staff multidisciplinare si dedicherà alla valutazione dei pazienti da sottoporre a intervento. Istituita la figura del medico "hospitalist", che si farà carico dei pazienti complessi

Nella foto da sx. Marcello Cadelo, Stefania Vara, Catia Vitrano, Giovanni Albano e Maurilio Cirrito

La fondazione Giglio di Cefalù ha riorganizzato l’area del prericovero con “un investimento sia strutturale che organizzativo”, come ha sottolineato nel corso della presentazione il presidente dell’Istituto, Giovanni Albano. “Raccolte le criticità – ha detto – abbiamo ripensato l’intera organizzazione per dare al cittadino un servizio di qualità e che funzioni al meglio attraverso: la riduzione dei tempi di attesa, la definizione di una equipe multidisciplinare per le valutazioni cliniche, l’unificazione dei percorsi amministrativi e l’individuazione di un responsabile nel dottor Maurilio Cirrito, specialista in medicina interna”. 

Nel prericovero vengono valutati i pazienti da sottoporre a chirurgia elettiva e programmata. “Abbiamo reingegnerizzato l’intera organizzazione del servizio – ha detto Cirrito – ripensandolo in ottica multidisciplinare. Il processo di prericovero non sarà più solo basato sulla figura dell’anestesista ma vedrà protagonisti anche lo specialista chirurgo di branca e gli specialisti di medicina interna. In più l’unità si occuperà del paziente anche nel post operatorio al fine di garantire la continuità assistenziale durante l’intero percorso di ospedalizzazione”.

La nuova unità si trova al secondo piano della struttura sanitaria, dove sono state predisposte 3 sale visite, 3 sale d’attesa, un ambulatorio per infusione di farmaci,  la medicheria e la sala prelievi ed elettrocardiogramma.  Avrà uno staff dedicato comprensivo di tre medici specialisti in medicina interna, personale infermieristico e operatori socio sanitario. 

La sala infusioni del prericovero sarà anche di rifermento per i pazienti che devono essere sottoposti alla somministrazione di farmaci in vena che necessitano di stretto monitoraggio e competenze specifiche.

Il presidente Albano ha anche annunciato l’introduzione di una nuova figura nell’organizzazione sanitaria, di derivazione statunitense, "l’hospitalist" ovvero un medico che agisce in modo trasversale in tutti i reparti, occupandosi della gestione  del paziente complesso. A ricoprire questo ruolo è stato chiamato l’internista dottore Marcello Cadelo. “Il miglioramento delle risorse diagnostiche e terapeutiche con il conseguente aumento della aspettativa di vita  - ha spiegato - ha generato un aumento dei pazienti fragili e a  elevato grado di complessità, generando un forte impegno delle risorse assistenziali. Occorre pertanto standardizzare i percorsi di cura e ridurre il rischio di complicanze”.

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