Ospedale La Maddalena, nuovi farmaci e terapie contro il tumore del fegato

E' uno dei cancri con più alta mortalità, ma nuovi farmaci e cure mirate stanno progressivamente mutando lo scenario terapeutico. Se ne discute al congresso “Evoluzione della gestione clinica dell'epatocarcinoma. Paradigmi attuali e prospettive future” nel'aula congressi del dipartimento oncologico

È uno dei tumori con più alta mortalità, ma nuovi farmaci e cure mirate stanno progressivamente mutando lo scenario terapeutico. Se ne discute al congresso “Evoluzione della gestione clinica dell'epatocarcinoma. Paradigmi attuali e prospettive future”, che si terrà nell'Aula congressi del Dipartimento oncologico “La Maddalena” di Palermo, venerdì 10 e sabato 11 maggio. Esperti provenienti da diverse strutture sanitarie del capoluogo, nell'arco di cinque sessioni di lavoro, si confronteranno sulle nuove frontiere per la diagnosi e terapia del tumore del fegato, concludendo il congresso con una tavola rotonda dedicata all'organizzazione del team clinico per la gestione completa dell'epatocarcinoma. 

Secondo l’Organizzazione mondiale per la Sanità, il cancro del fegato è la quarta causa più comune di morte per tumore e la sesta causa più diffusa di cancro nel mondo. Questa patologia, che colpisce più frequentemente le persone di sesso maschile, si sviluppa maggiormente nei pazienti con cirrosi epatica ed i fattori di rischio più rilevanti sono le infezioni da virus dell’epatite B e C, l’alcol, l’ipertensione portale, l’obesità e l’età. La diffusione di farmaci antivirali per l’infezione da epatite C, negli ultimi anni, e la precedente introduzione di vaccinazione e terapia per l'epatite B, sta determinando un cambio epocale nell’epidemiologia della cirrosi epatica, con una riduzione delle forme virali a fronte del progressivo aumento della steatoepatite come causa più frequente della malattia, di epatocarcinoma e trapianto di fegato per cirrosi. Il corso, dunque, ha lo scopo di porre il medico protagonista della gestione clinica del tumore del fegato nel contesto dell’evoluzione delle conoscenze, per un costante rimodellamento dell’approccio diagnostico e terapeutico alla malattia. 

Responsabile scientifico del congresso è l'epatologo Gennaro D'Amico, già direttore dell'Unità operativa complessa di Gastroenterologia degli Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo e che attualmente collabora con l'ambulatorio di Gastroenterologia de “La Maddalena”. “Secondo le proiezioni nel 2030 ci saranno circa un milione di morti per tumore del fegato - spiega D'Amico - . Siamo davanti a un problema di alto impatto sociale, per questo bisogna agire su più fronti, dai nuovi farmaci contro l'epatite C, ed in genere tutti i trattamenti etiologici delle malattie croniche del fegato, che bloccano i meccanismi che nel tempo porterebbero alla cirrosi e quindi al tumore, alle nuove frontiere dell'immunoterapia, che oggi si sta sperimentando anche per il cancro al fegato con risultati incoraggianti. La sfida attuale che verrà discussa durante il congresso - aggiunge l'epatologo - è quella di anticipare la diagnosi e di trovare terapie sistemiche che, associate alla terapia chirurgica radicale o alle altre terapie locoregionali, riescano a conseguire la guarigione del tumore, la prevenzione delle recidive o la stabilizzazione della malattia in attesa del trapianto di fegato. L'innovazione, infine, passa anche dai progressi introdotti dalle terapie cosiddette target, ovvero a bersaglio molecolare, che, sfruttando le modificazioni genetiche del tumore, bloccano i meccanismi della crescita della malattia”. 

Obiettivo del congresso è anche quello di tracciare linee guida per un'attività coordinata del team clinico per la cura del tumore del fegato, che vada oltre le singole strutture sanitarie del territorio. “Si alterneranno medici di diversi ospedali palermitani che da anni si occupano di epatocarcinoma”, spiega Lucio Mandalà, responsabile della chirurgia epatobiliare a La Maddalena e membro del comitato scientifico del congresso. “Il tentativo - prosegue - è quello di superare i limiti delle singole unità operative, per far sì che i diversi team collaborino tra loro. Prova ne è la tavola rotonda conclusiva che cercherà di definire il team clinico per la cura del paziente, andando oltre i limiti del singolo ospedale”. Provider e segreteria organizzativa sono a cura di Biba Group.

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