Ismett, zio dona fegato al nipote: salvata la vita a un bimbo di 9 mesi

Il piccolo paziente era affetto dalla nascita da una patologia che causa l’ostruzione dei dotti biliari e conduce ad un’insufficienza terminale epatica. Il direttore Jean de Ville de Goyet: "Entrambi stanno bene"

Ancora un trapianto di fegato da vivente concluso con successo all'Ismett. Questa mattina un bambino di nove mesi, di appena sei chili, della Romania a cui è stato trapiantato parte del fegato dello zio è stato dimesso. E' il decimo piccolo paziente operato in un solo anno. Un piccolo traguardo raggiunto dal centro palermitano che pone l’Istituto fra le strutture più attive in Europa per questo genere di interventi. In tutti i centri italiani vengono realizzati circa 15 trapianti all’anno. In tutta Europa, solo sei centri eseguono in media dieci o più trapianti pediatrici di fegato da vivente in un anno.

Il bambino di nove mesi era affetto fin dalla nascita da un’atresia delle vie biliari, una patologia che causa l’ostruzione dei dotti biliari e che conduce – in poco tempo - ad un’insufficienza terminale epatica. A Palermo è arrivato lo scorso febbraio, pesava circa quattro chili, un peso poco superiore a quello della nascita, ha dovuto seguire una preparazione nutrizionale intensiva per raggiungere il peso attuale di sei chili in due mesi. “Ora il bambino – sottolinea il Jean de Ville de Goyet, direttore del dipartimento di Chirurgia addominale pediatrica di Ismett – sta bene. Le sue condizioni sono buone, così come quelle dello zio che gli ha donato il fegato. Lo zio è stato dimesso dopo otto giorni dall’intervento ed é già tornato in Romania. Il bimbo ha trascorso alcune settimane presso il nostro Istituto e fra poco potrà ritornare anche lui nel suo Paese”.

All'Ismett il programma di trapianto di fegato pediatrico è stato avviato dal 2008, ma negli ultimi dodici mesi si è ulteriormente potenziato grazie all’arrivo a Palermo del professore de Ville. De Ville de Goyet è, infatti, il chirurgo che vanta in Italia il maggior numero di trapianti di fegato pediatrico da vivente effettuati e la migliore curva di sopravvivenza. In totale nel nostro Paese sono un’ottantina gli interventi di trapianto pediatrico da vivente eseguiti, di questi ben il 65 per cento, ovvero 52 interventi, sono stati effettuati proprio dal professore. La curva di sopravvivenza dei pazienti trapiantati con solo fegato (51 bambini nell’arco di 7 anni) degli interventi eseguiti da de Ville è, inoltre, di ben il 100 per 100.

“La donazione da vivente è una strada oggi sempre più percorribile – conclude de Ville - Una chance in più per i bambini altrimenti costretti a rimanere in lista d'attesa mettendo a repentaglio la propria vita se non arriva in tempo un organo salvavita. Le moderne tecniche trapiantologiche sono sempre più sicure sia per chi dona che per chi riceve e consentono di avvicinare il successo degli interventi al 100%”.

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