Zone franche montane, i sindaci: "Resti il limite dei 500 metri sul livello del mare"

Su proposta del Comitato promotore per l'istituzione delle Zfm, 132 primi cittadini delle comunità montane chiedono ad Ars e governo regionale di non stravolgere il ddl. Lapunzina: "Non si vanifichi il tentativo di risollevare le aree più spopolate della Sicilia"

"Pensare di includere nelle Zone franche montane le aree al di sotto dei 500 metri sul livello del mare, non solo stravolge l'intento della norma, ma vanifica tutto lo schema di progetto che punta a far risollevare per prima le aree più depresse e spopolate della Sicilia". Lo dichiara Vincenzo Lapunzina, coordinatore regionale del Comitato promotore per l’istituzione delle Zone Franche Montane, rivendicando l'impellenza delle piccole comunità interne di ricevere un trattamento equo, attraverso la fiscalità di sviluppo, per non “morire” di spopolamento.

"La legge obiettivo sulle Zfm traghetterà la Sicilia in ambiti inediti - continua Lapunzina - poichè si era mai verificato che la politica isolana partorisse una legge di principio:  ’isola non ha mai avuto il privilegio di avere una legge di prospettiva, di ideale". La proposta del Comitato, accolta e sottoscritta da tutti i componenti della commissione Attività produttive, dai presidenti dei gruppi parlamentari dell’Ars e condivisa appieno dal presidente del Parlamento siciliano, Gianfranco Miccichè, è quella di attirare uomini, capitali ed imprese, attraverso lo strumento vitale della defiscalizzazione.

Ma per farlo occorre un'apposita legge: da qui, la proposta al vaglio dell’Ars, che dovrebbe essere esitata nei prossimi giorni. Superati gli scetticismi politici e giunta ad un passo dall'approvazione, la proposta di legge potrebbe registrare un ennesimo rallentamento dovuto ad una modifica che rischia di cambiarne la sostanza e di rendere il provvedimento poco credibile. Infatti qualcuno potrebbe avanzare la proposta di includere nelle Zfm anche i Comuni ubicati al di sotto dei 500 metri sul livello del mare.

"Va sottolineato che - proseguono i 132 sindaci interessati - che, trattandosi di una legge ordinamentale, di profondo orientamento politico, essa costituisce il quadro all’interno del quale s'intende avviare la ripresa dell'economia siciliana, partendo dai territori interni più svantaggiati, quelli montani, ovvero quelle comunità che insistono al di sopra dei 500 metri sul livello del mare". Su proposta del Comitato, i sindaci hanno predisposto una nota che verrà depositata domani e, per tale ragione, chiedono all'Ars e al governo regionale di non stravolgere la proposta di legge modificandone l'essenza, piuttosto di adoperarsi affinché segua un percorso celere di approvazione e di invio al governo centrale.

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