Uomo ucciso da un cinghiale, dichiarato lo stato di calamità

La decisione della Giunta regionale dopo la morte di un pensionato, attaccato da un animale selvatico a pochi metri dalla sua casa a Cefalù. Via libera anche a un emendamento stralcio specifico, che consente di accelerare l'iter per intervenire in tempi rapidi sul problema

Foto archivio

La Giunta regionale guidata da Rosario Crocetta ha deliberato lo "stato di calamità relativo all'emergenza per il sovraffollamento di cinghiali" in Sicilia. La decisione, ampiamente annunciata nei giorni scorsi, arriva dopo la morte a Cefalù di Salvatore Rinaudo, 77 anni, attaccato da un cinghiale fuori dalla propria abitazione in contrada Mollo.

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Via libera anche a un emendamento stralcio specifico, che consente di accelerare l'iter per intervenire in tempi rapidi sul problema.

“La commissione è pronta ad accogliere proposte valide ad accelerare la risoluzione del problema, ma è chiaro che esistono delle responsabilità che vanno accertate, altrimenti non basteranno altre mille leggi”, dice il presidente della commissione Ambiente e Territorio dell'Ars, Giampiero Trizzino. Proprio per trovare soluzione al problema, Trizzino ha presieduto un incontro all'Ars cui hanno partecipato tra gli altri l'assessore all'Ambiente Croce e i vertici dell'assessorato Agricoltura, rappresentanti del Wwf e il presidente dell'Ente parco Madonie Pizzuto.

“Tra le proposte avanzate – ha detto Trizzino - ci sono quella della parziale modifica della norma esistente che garantisca la commercializzazione delle carni dei capi abbattuti e l'ampliamento del numero delle figure che possano coadiuvare le attività di cattura e/o abbattimento dei 'suidi', quali guardie venatorie, guardie forestali, guardie comunali, proprietari. Da questi figure, secondo la proposta, dovrebbero essere esclusi i cacciatori perché la Corte costituzionale nel 2014 si è pronunciata contro. Proposta pure la modifica alla legge sull'attività venatoria l.r. 33/1977”.

Critiche al provvedimento arrivano dalla Lav. Secondo Massimo Vitturi, responsabile Animali selvatici dell'associazione, non è possibile affermare che lo stato dei cinghiali in Sicilia sia emergenziale, se non altro perché conosciuto benissimo dalle istituzioni fin dal 2009, hanno in cui molte amministrazioni comunali disposero l’uccisione dei cinghiali anche all’interno del Parco delle Madonie. Ordinanze poi sospese dal Tar di Palermo perché emesse in violazione delle leggi statali sui parchi e sulla caccia".  “Il presidente delle Regione Sicilia, Crocetta, si astenga dal proporre scorciatoie amministrative dettate dall’emotività. – aggiunge Massimo Vitturi – E’ necessario pensare a soluzioni pragmatiche e di buon senso Se la priorità è la sicurezza dei cittadini, sguinzagliare centinaia di cacciatori dotati di potenti fucili con gittata superiore ai 3 chilometriin piena stagione turistica, può produrre effetti ancora peggiori del male che si vuole curare".

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