Il Prefetto a capo della Provincia: il "caso Postiglione"

Il Prefetto di Palermo, da qualche mese è anche commissario straordinario della Provincia di Roma che, secondo il decreto 'Salva Italia', sarebbe uno degli enti da abolire. Legge però mai approvata in via definitiva

Il prefetto di Palermo, Umberto Postiglione

Un limbo istituzionale a causa della legge nazionale sull'abolizione delle province, mai approvata in via definitiva. E' il caso che coinvolge il Prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, che da qualche mese ricopre anche il ruolo di commissario straordinario della Provincia di Roma, orfana del presidente eletto Nicola Zingaretti, diventato nel frattempo governatore della Regione Lazio. Della vicenda ne parla il Corriere della Sera in un articolo di Sergio Rizzo. E il primo ad essere consapevole della situazione è lo stesso Prefetto, il cui profilo è al di sopra di ogni dubbio: "Non c'è dunque da stupirsi - scrive il Corriere - che Postiglione riconosca come il suo doppio incarico 'possa suscitare perplessità', pur tenendo a precisare di non avvertire un particolare disagio nel ricoprire entrambe le funzioni". Non deve essere facile fare il Prefetto di una città come Palermo e insieme il commissario straordinario della Provincia di Roma.

Come il prefetto di Palermo sia finito in questa curiosa situazione "si spiega probabilmente con le dimissioni del governo di Mario Monti - si legge sul Corriere - che ha di fatto congelato spostamenti e nomine. Ma ancora più della singolarità della posizione personale di Postiglione, questa vicenda è dimostrazione lampante del gigantesco pasticcio prodotto dalla titubanza con cui è stata gestita la faccenda delle Province. Di norma il commissariamento di un ente locale dura fintanto che non si ritorna a votare e si insedia una nuova giunta. Ma non in questo caso. Perché in base al decreto 'salva Italia' approvato alla fine del 2011, i Consigli provinciali non sono più organi eletti dai cittadini, ma nominati dai Comuni. Peccato che la legge con la quale dovrebbe diventare operativo quel meccanismo, presentata dal governo Monti la scorsa estate, non sia mai stata approvata".

Ad ingarbugliare ancora di più la situazione c'è la condizione particolare in cui si trova la Provincia di Roma: nel 2014 dovrebbe infatti lasciare il posto all'Area metropolitana. "Anche qui - scrive il Corriere - mancano però i provvedimenti attuativi, per esempio il decreto che fissa i confini geografici del nuovo ente. Tanto queste norme, quanto la legge sulle nomine si potrebbero certo approvare rapidamente. Ci vorrebbero però un Parlamento cosciente della necessità di risolvere in fretta questo problema e soprattutto un governo nella pienezza dei poteri. Mancando l'uno e l'altro, l'orizzonte dell'incarico di Postiglione e dei suoi quattro subcommissari è estremamente indefinito".

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