Tumore al seno, in Sicilia otto centri di eccellenza contro i viaggi della speranza

Dalla Regione un piano ad hoc per avere un unico percorso diagnostico e terapeutico che garantisca uguali standard in tutte le province siciliane ma anche rispetto alle altre regioni d'Italia. L'assessore alla Salute Razza: "Abbiamo centri adeguati con professionisti all'altezza ed è importante che siano ben organizzati e ben gestiti"

Sono 3.797 in media, in Sicilia, i ricoveri ospedalieri all'anno per tumore al seno. Il 9,7% avviene fuori dalla Regione, mentre il 24,8% in una provincia diversa da quella di residenza della donna. I dati parlano di 905 ricoveri a Palermo e 883 a Catania; 540 a Messina; 314 ad Agrigento; 293 a Siracusa; 278 a Trapani; 241 a Caltanissetta; 232 a Ragusa e 111 a Enna. A fornire i numeri  è l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che ha presentato alla stampa il Pdta (percorso diagnostico terapeutico assistenziale) della Regione per la diagnosi e cura del tumore al seno.

"Sono dati - evidenzia Razza - che mostrano un'eterogeneità dei numeri e un mancato rispetto di un rapporto con il numero della popolazione".

Con il piano elaborato dalla commissione istituita a giugno 2018 da Razza e presieduta da Francesca Catalano, direttrice dell'Unità di senologia dell'ospedale Cannizzaro di Catania, si vuole garantire l'omogeneità delle cure per far sì che le donne non debbano lasciare la propria città per affrontare le cure. Si vuole tracciare un unico percorso diagnostico e terapeutico che garantisca uguali standard in tutte le province siciliane ma anche rispetto alle altre regioni d'Italia. 

In tutta l'isola saranno sette i centri hub di eccellenza della rete senologica che ospiteranno le unità altamente specializzate e dedicate
alla diagnosi e alla cura del tumore al seno: l'Arnas Civico, l'azienda Villa Sofia-Cervello e il Policlinico di Palermo; il Policlinico e l'Ospedale Cannizzaro di Catania; i presidi ospedalieri di Taormina (Messina), Gela (Caltanissetta) e Ragusa. Tutti centri che, evidenzia Razza, hanno effettuato "almeno 150 interventi chirurgici al seno appropriati all'anno". Da questi centri dipenderanno i centri spoke, più numerosi, che costituiranno una rete sul territorio, e i centri privati convenzionati ad alto volume di attività.

"Siamo abituati a vedere l'organizzazione della sanità in maniera statica invece la Regione da tempo sta lavorando a percorsi diagnostici che possano essere uguali su tutto il territorio. Con questo percorso siamo un punto davanti a tante altre regioni italiane - sottolinea Razza - La definizione del Pdta e il potenziamento delle Breast Unit segnano un traguardo nelle cure che miglioreranno la salute di tante pazienti nei territori, ma anche nella riduzione dei costi di tanti ricoveri, recuperando l'impatto che la mobilità passiva ha sulla sanità regionale. In Sicilia esistono centri adeguati con professionisti all'altezza ed è importante che siano ben organizzati e ben gestiti".

Nel Pdta, che dovrebbe essere operativo entro 60 giorni (domani sarà adottato con decreto dall'assessore e dovrà poi essere pubblicato in Gazzetta), sono inseriti anche i tempi di attesa per lo screening che non saranno mai superiori ai 10 giorni, le cure palliative e i trattamenti di fine vita. "Un percorso snello che consente di fare diagnosi precoce, trattamenti adeguati e una chirurgia d'eccellenza - ha spiegato Catalano - In Sicilia venivano seguiti percorsi differenti e questo non rassicurava le pazienti che spesso decidevano di andare a curarsi al nord. Ora potranno curarsi nella propria città, sicure di trovare l'eccellenza. Ci siamo confrontati con un team di esperti, con chi ha scritto il Pdta di altre regioni, con le associazioni delle pazienti e abbiamo raggiunto un risultato importante: la paziente a Palermo riceverà le stesse cure che a Milano".

     

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