Sicilia e Sardegna fanno fronte comune: "Inaccettabili rincari su biglietti aerei"

Le due Regioni hanno presentato alla Camera e al Senato un documento unitario chiedendo che siano adottate con urgenza "misure concrete di compensazione nella legge di bilancio per il 2020" per l'insularità

Asse Sicilia-Sardegna per chiedere al governo Conte provvedimenti concreti contro il rincaro delle tariffe aeree da e per le due isole.La Regione Siciliana e la Regione Sardegna hanno sottoscritto un documento comune sull’insularità "con lo scopo di richiedere misure concrete di compensazione nella legge di bilancio per il 2020 e nell’ordinamento fiscale". Il documento è stato presentato dall'assessore Gaetano Armao nel corso di un’audizione alla commissione Finanze della Camera e alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato.

La richiesta è quella di "riequilibrare gli svantaggi conseguenti alla condizione di insularità come previsto dall’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue) e come stabilito da una recente sentenza della Corte Costituzionale che sancisce la necessità di tenere conto dei costi dell’insularità nel determinare i rapporti finanziari tra una regione insulare e lo Stato".

“Non possiamo non apprezzare i contenuti del documento che Sicilia e Sardegna hanno presentato", commenta il presidente di AnciSicilia Leoluca Orlando, ricordando che nei giorni scorsi in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli e al suo vice Giancarlo Cancelleri, al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e all’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Marco Falcone, l’Associazione dei comuni siciliani ha evidenziato che “negli ultimi anni, a fronte di un aumento delle tratte internazionali da e verso gli aeroporti della Sicilia, si è assistito a una progressiva diminuzione dell’offerta di trasporto aereo in collegamento con le principali destinazioni nazionali, in particolare Roma e Milano Malpensa. Ciò si è accompagnato ad una politica tariffaria, soprattutto da parte della compagnia di bandiera, che certamente non favorisce i collegamenti, siano essi per i residenti nell’Isola, per i turisti o per chi si sposta per lavoro. Tale situazione, unita alla clamorosa carenza di soluzioni realisticamente alternative al trasporto aereo (basti pensare che Trenitalia offre un solo treno giornaliero con destinazione oltre Roma in partenza da Palermo ed uno in partenza da Catania), costituisce un grave danno per l’economia ed una palese disattenzione per le esigenze dei cittadini siciliani”.
 

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