Teatro Biondo, Di Benedetto (M5S): "Si taglino consulenze esterne"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Al teatro Biondo si vogliono mandare a casa i lavoratori ma non si tagliano gli sprechi, come quelli derivati dalle consulenze esterne". Chiara Di Benedetto, portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera, commenta così la notizia secondo cui partiranno presto le procedure di attivazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori del teatro palermitano, arrivata a margine della recente seduta in commissione Bilancio all'Ars, alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti sindacali dei dipendenti del teatro. 

"Saranno confermate cinque consulenze esterne – dice Di Benedetto - i cui costi per il teatro sono esorbitanti. Basti pensare che, come emerge dalle Linee guida per l'attuazione del piano industriale 2016-2019, a titolo di compenso di un consulente artistico esterno, fino a febbraio, sono stati stanziati in bilancio 50.000 euro". 

"Ma non finisce qui – spiega ancora Di Benedetto -. A fronte dell'ingaggio del consulente, nello stesso documento si ammette che 'La consultazione della documentazione esistente in teatro non dà evidenza alcuna di attività svolte che, peraltro, potrebbero agevolmente essere ricondotte alla responsabilità del Vicedirettore del teatro. L'assenza di attività documentata e l'assegnazione della responsabilità della responsabilità alla direzione del teatro, potrebbero consentire la risoluzione anticipata del contratto'. Comune, Regione e Mibact, soci del teatro, insomma, preferiscono prendersela con le famiglie dei lavoratori. Serve, invece, salvaguardare i livelli occupazionali".

L'ultima stoccata, la portavoce del Movimento 5 stelle la riserva all'amministrazione comunale, socia del Teatro: "Il sindaco Orlando e l'assessore alla Cultura Cusumano dichiarano di volere far rientrare il Biondo tra i teatri nazionali, ma intanto nel piano si auspica la riduzione del personale. Una condotta schizofrenica che certamente non giova a una delle istituzioni culturali più importanti della città".

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