In Consiglio il regolamento per stanare gli evasori: ritiro licenze a chi non paga le tasse

In città il 60% dei commercianti non versa i tributi, con punte del 78% alla Zisa e dell'84% all'Albergheria. Il ragioniere chiede il pugno duro per dare "ossigeno" alle casse del Comune, ma tra i consiglieri (anche nella maggioranza) c'è chi storce il naso. Accordo in alto mare

In città il 60% delle utenze non domestiche non paga le tasse, con punte del 78% alla Zisa e dell'84% all'Albergheria. Per stanare gli evasori e cercare di dare un po' di "ossigeno" alle casse del Comune, il ragioniere generale porta in Consiglio il regolamento che inasprisce le sanzioni nei confronti dei morosi. Oggi è iniziata la discussione in Aula, ma anche all'interno della stessa maggioranza c'è chi storce il naso per un regolamento che fa già discutere.

Il provvedimento prevede il ritiro delle licenze per chi non paga i tributi comunali. Pugno duro, anzi durissimo: basterebbe infatti evadere 100 euro di una qualsiasi tassa (anche solo una volta) per essere segnalati al Suap che, fatte le dovute verifiche, disporrebbe la chiusura per almeno un mese. Tempo concesso al commerciante per rimettersi in regola. In caso contrario, i mesi di chiusura salirebbero tre. Il controllo diventerebbe preventivo anche per chi richiede nuove licenze, autorizzazioni e concessioni o le deve rinnovare.

Il regolamento è stato proposto dagli uffici lo scorso anno, ma - dopo l'ok della Giunta e il parere positivo del collegio dei revisori - è rimasto chiuso in un cassetto. Il ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile adesso lo ha rilanciato, chiedendo all'amministrazione (e quindi al Consiglio) di approvarlo "senza indugio". Quindi sottolinea che "il mancato pagamento dei tributi locali da parte degli operatori economici ha raggiunto livelli insostenibili per le finanze comunali" e che attraverso il regolamento si potrà "migliorare in modo significativo la riscossione".

Proprio la mancata riscossione dei tributi è una delle cause che constringe l’amministrazione a ricorrere all’anticipazione di tesoreria (81,5 milioni nel 2019, che vanno restituiti alla Bnl con gli interessi) e manda in squilibrio i conti, per via del Fondo crediti di dubbia esigibilità da alimentare con almeno 70 milioni all'anno.

Oggi l'assessore al Bilancio e il ragioniere generale hanno illustrato il regolamento ai consiglieri comunali. L'Aula si è riaggiornata a lunedì, quando si terrà una conferenza dei capigruppo per decidere il da farsi. All'ordine del giorno ci sono altre tre delibere prelevate e accantonate: il regolamento inclusione, il piano pubblicità e i dehors. Attualmente quindi non c'è nessun accordo e nella maggioranza ci sono vari dissidenti. Sotto accusa l'articolo 2 del regolamento, "in base al quale - dice Ottavio Zacco (Italia Viva) - vengono individuati come evasori anche quei commercianti che non hanno ricevuto l'avviso di pagamento. Altre perpessità riguardano coloro i quali hanno un ricorso pendente, ma vengono ugualmente classificati come evasori". I consiglieri, inoltre, vogliono vederci chiaro sul ruolo del Suap - appesantito da tante pratiche e con poco personale - e su altri step del regolamento.  Inevitabili saranno le modifiche, anche per non scontrarsi frontalmente con i commercianti, già in fibrillazione per la pesantezza delle sanzioni. 


 

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