Taglio dei vitalizi troppo leggero, stop da Roma: "Viola principio di uguaglianza"

Il Consiglio dei ministri ha impugnato il provvedimento varato alla fine di novembre dall'Ars: "Non rispetta i principi di coordinamento della finanza pubblica e di leale collaborazione". Figuccia: "Nessuno stupore: una disfatta di Caporetto..."

I tagli previsti violano il principio di uguaglianza. Il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge sulla riduzione dei vitalizi in Sicilia varata dall'Ars, dopo mesi di polemiche e scontri, alla fine di novembre. Secondo Roma "le disposizioni riguardanti i trattamenti previdenziali e i vitalizi del presidente della Regione, dei consiglieri e degli assessori regionali violano il principio di uguaglianza e ragionevolezza, sancito dalla Costituzione, nonché i principi di coordinamento della finanza pubblica e di leale collaborazione". Sarà adesso la Corte costituzionale a pronunciarsi sull'intero impianto normativo.

La legge approvata dall'Ars prevede un taglio progressivo, non più il 9 per cento lineare ma il 9 per cento per gli assegni diretti e di reversibilità entro i 37 mila euro annui, del 14 per cento per quelli sopra questa cifra, e del 19 per cento per i vitalizi sopra i 60 mila euro. Taglio che durerà soltanto per 5 anni.  

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Ars, il taglio dei vitalizi è legge: riduzioni del 9, 14 e 19 per cento 

"I matematici direbbero 'come volevasi dimostrare'. Qualche arrogantello a Sala d'Ercole si era addirittura vantato per quella che di fatto da una vittoria di Pirro, si è rivelata una disfatta di Caporetto. Non ci voleva certo un economista per evidenziare come una limatura così supina su quelli che sono diventati veri e propri privilegi medievali, avrebbe incontrato il disappunto di Roma". Commenta il parlamentare regionale Vincenzo Figuccia. "Se la casta, con il compiacimento del Pd, pensava di aver tutelato sé stessa con una sforbiciata light - prosegue - adesso è bene che si proceda celermente ad una revisione di quanto stabilito per portare un taglio da prefisso telefonico ad un taglio serio e corposo. La Sicilia, non dimentichiamolo, rischia ancora una decurtazione pari a 70 milioni di euro di trasferimenti dallo Stato che rappresenterebbero somme vitali da rendere in servizi ai Siciliani. Un fatto che sarebbe di una gravità senza precedenti. Pertanto continuo a chiedere la responsabilità di tutti e che si apportino immediatamente i necessari correttivi alla norma".

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