Ha scritto "suca" a Salvini, addetto stampa del Comune si pente: "Mi hanno augurato la morte"

Fabio Citrano, finito nell'occhio del ciclone dopo avere commentato in modo "colorito" un post del ministro, adesso chiede scusa a Orlando (ma non al vicepremier): "Ho perso la testa"

"E' vero, ho commesso un errore". L'addetto stampa del Comune, Fabio Citrano, finito nell'occhio del ciclone dopo avere commentato con un "suca" un post di Salvini nell'ambito del dibattito politico sul decreto Sicurezza, adesso si scusa. "La volgarità è un errore in qualsiasi contesto - scrive ora Citrano -. Lo è ancora di più se permette di distogliere l'attenzione da problemi ben più gravi. Ho sbagliato nel non valutare che la mia posizione di libero cittadino, inevitabilmente, si sovrapponeva al mio ruolo di dipendente pubblico e di componente dell'ufficio stampa del Comune di Palermo. Ho agito di pancia e involontariamente ho contribuito ad inasprire il clima già difficile tra il Sindaco e il Ministro. Sono pronto ad assumermi le responsabilità".

Commenta Salvini con un "suca", è polemica

Salvini aveva replicato in modo laconico, definendo ironicamente Citrano "un lord". E nel cuore della polemica era intervenuto anche Orlando annunciando possibili provvedimenti disciplinari: "Ne ho subito dato comunicazione al Segretario generale del Comune perché valuti i provvedimenti disciplinari del caso", ha detto il sindaco.

"Chiedo pubblicamente scusa a Leoluca Orlando, oggi protagonista indiscusso di una battaglia di civiltà contro gli aspetti "criminogeni" del cosiddetto "decreto sicurezza" - scrive ora Citrano -. Mi addolora il pensiero dei bambini che sono a bordo di una nave da giorni nel Mediterraneo perché nessuno vuole accoglierli. Chiedo loro scusa perché il mio gesto stupido ha permesso a qualcuno di provare a distogliere l'attenzione da cose ben più gravi di una parolaccia".

L'addetto stampa del Comune poi rivela: "In tre giorni ho ricevuto tanti messaggi. Ho ricevuto tanti messaggi affettuosi , a volte scherzosi e ho ricevuto altrettanto affettuose ma serie tirate d'orecchio. E ci sono stati e ci sono i messaggi violenti, di gravi minacce. Chi mi augura la morte, chi una eterna malattia. Frasi e messaggi pesantissimi, quasi illeggibili dal punto di vista umano, che fanno ancor più capire quanto sia avvelenato il clima in Italia, quanto stiamo perdendo la testa. Come forse ho fatto io. Sono grato a tutti. A chi mi è stato vicino e a chi mi ha insultato, perché tutti mi hanno fatto capire che ho sbagliato ad insultare e ho sbagliato a cadere nella trappola della violenza e dell'odio, ancorché verbali. Io sono persona".

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