Corruzione=Confindustria: Orlando al veleno, citato per diffamazione

E' un attacco diretto quello del sindaco, che ha puntato il dito contro i rischi di "gestioni private e scellerate di cosiddetti confindustriali antimafiosi". E puntuale è arrivata la querela

"I veri grumi del potere affaristico-politico-mafioso oggi si concentrano su acqua, rifiuti ed energia". E' un attacco diretto quello del sindaco Leoluca Orlando, con un preciso bersaglio: Confindustria. Antimafia sempre più terreno di scontro. Il primo cittadino ha parlato di "gestioni private e scellerate di cosiddetti confindustriali antimafiosi", paragonate a una "versione contemporanea di quello che un tempo era il sistema di potere cianciminiano". Le parole di Orlando sono arrivate durante la cerimonia di commemorazione di Pio La Torre, il segretario regionale del Pci ucciso dalla mafia insieme con il suo collaboratore Rosario Di Salvo.

Alle dichiarazioni al veleno hanno subito risposto Confindustria Sicilia e Confindustria Palermo, che hanno dato mandato ai propri legali di citare in giudizio per diffamazione aggravata il sindaco. Nella nota il primo cittadino viene chiamato più volte con il doppio cognome. "Orlando Cascio - si legge in una nota congiunta degli industriali - è già stato condannato in sede penale e civile per condotte diffamatorie specifiche e reiterate, nonchè  per oltraggio a pubblico ufficiale. Leggere le bieche dichiarazioni nel giorno della commemorazione di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo da parte di Orlando Cascio testimonia il livello d'impudenza e arroganza, priva di freni inibitori tali da non farsi scrupoli a usare per proprio tornaconto un evento di tale portata".

"Creare sistematicamente polveroni e chiacchiere, come da sempre ha fatto Orlando Cascio per coprire la sua incapacità a governare, appartiene a una sottocultura tipica dei regimi di matrice fideistica - si legge in una nota -. Ci chiediamo da ultimo a chi è funzionale sventolare ai quattro venti il contenuto delle denunce depositate in Procura? Prendiamo atto che Orlando Cascio preferisce, a proposito di Ciancimino, continuare a tacere rispetto alle circostanziate e dettagliate denunce del magistrato Alberto Di Pisa dello scorso 4 gennaio 2016".

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