Condannato per abuso d'ufficio, Salvino Caputo fuori dall'Ars

Lo ha deciso la Commissione di verifica dei poteri dell'Assemblea in seguito a una condanna passata in giudicato. Quando era sindaco di Monreale si sarebbe attivato per fare togliere alcune multe. D'Asero: "Non è stata consentita replica"

Salvino Caputo

Salvino Caputo non è più un deputato dell'Assemblea regionale siciliana. Questo pomeriggio la Commissione verifica dei poteri dell'Ars lo ha dichiarato decaduto dalla carica, in seguito a una condanna passata in giudicato per tentato abuso di ufficio. Caputo, secondo quanto stabilito dai giudici, quando era sindaco di Monreale si sarebbe attivato per fare togliere alcune multe, tra cui quella elevata all'allora arcivescovo Salvatore Cassisa.

Dopo l'annuncio del presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, in Aula è scoppiata la polemica. Il deputato Pdl Giorgio Assenza ha parlato di un "obbrobrio giuridico". Duro anche il capogruppo di Cantiere popolare, Toto Cordaro, secondo cui l'Aula "avrebbe dovuto essere chiamata al voto per decidere la decadenza di un proprio rappresentante". Cordaro rivendica che cosi' facendo "l'Ars diventa alla stregua di un qualunque consiglio comunale, dobbiamo recuperare centralità che stiamo perdendo".  Nino D'asero la considera una vicenda non ancora chiusa: “C’è un problema che esula dalle prerogative di un parlamentare – dice il capogruppo del Pdl, Nino D’Asero – ma riguarda il parlamento intero che ha semplicemente preso atto di una decisione presa da altra istituzione. Ritengo che quelle che sono le condizioni umane e istituzionali debbano essere salvaguardate”. Quindi, D’Asero invita tutto il parlamento siciliano a esprimersi in ogni caso sulla vicenda Caputo, considerandola di fatto non ancora chiusa, anche perché “non è stata consentita replica a Caputo e ciò non mi sembra né legittimo né etico”.

“Dobbiamo capire se siamo un Parlamento con i requisiti stabiliti dallo Statuto o se, col passare degli anni, specialmente questi ultimi, questo Parlamento si sia trasformato in un Consiglio regionale o un Consiglio provinciale”, ha detto Vincenzo Vinciullo intervenendo a Sala d'Ercole. “Mi sarei aspettato – ha continuato - che prima di decidere sulla decadenza sia la Commissione ‘Verifica Poteri’ che l’Aula dessero voce a Salvino Caputo affinché potesse spiegare le sue ragioni ed esercitare il sacrosanto diritto alla sua difesa. Così non è stato. La Commissione ha espletato, frettolosamente, una specie di ‘atto notarile’ avallando e ratificando una sentenza della quale, ad oggi, non si conoscono neanche le motivazioni”.

Secondo il capogruppo del Partito dei siciliani-Mpa Giovanni di Mauro, quello preso era l'unico "passaggio formale possibile: prendere atto della normativa vigente e dei pronunciamenti di altri soggetti. Né la Commissione né l'Assemblea hanno alcun titolo per entrare nel merito di una decisione si fatto già presa in altre sedi. Sul piano umano c'è ovviamente dispiacere per l'interruzione di un rapporto con un collega parlamentare,  ma è ovvio che il rispetto e l'applicazione delle norme ha priorità su tutto".

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