Province, l'articolo 7 passa coi voti del M5S: ecco le città metropolitane

Trovato l'accordo sull'articolo 7. Le grandi città saranno Palermo, Catania e Messina, mentre i comuni limitrofi potranno decidere se aderire o entrare in un libero consorzio tra comuni. M5S: "Non saremo comunque la stampella del governo regionale"

Torna in aula la riforma delle province

Prosegue la maratona all'Assemblea regionale siciliana per la riforma delle province che ha approvato l'articolo 7 del ddl, sostituendo così i vecchi enti con liberi consorzi, aprendo la strada alla costituzione delle città metropolitane. Ecco il testo dell'articolo: "I comuni di Palermo, Catania e Messina assumono la denominazione di città metropolitane. In sede di prima applicazione il territorio delle città metropolitane coincide con quello delle aree metropolitane individuate con decreto del presidente della Regione con decreto del 10 agosto 95", e dunque Palermo, Messina e Catania. Sarà servita la gaffe del presidente Crocetta sulle "dichiarazioni" del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano?

L'approvazione dell'articolo 7 è maturata anche grazie ai voti dei grillini che però prendono le distanze dal governo regionale: "Diciamo di si all'articolo in questa nuova formulazione delle città metropolitane, che abbiamo voluto con più determinazione del governo, di cui non siamo e non faremo mai la stampella", si legge in una nota. Poi sottolineano a gran voce: "I comuni limitrofi non possono essere esclusi dai benefici della programmazione europea". Una nuova riscrittura del testo è stata concordata dalla maggioranza con i deputati "pentastellati", per cui i comuni vicini alle alle grandi città avranno libera scelta di aderire ai nuovi enti oppure se fare ingresso nei liberi consorzi. Al centro dell'accordo anche la possibilità di entrare negli organi di gestione per i consiglieri comunali.

Arriva un attacco dal Nuovo centrodestra che lancia la sfida sulle riforme rinnegando qualunque possibilità di accordo: "Questo ddl per la riforma delle province soffre di una serie grave di vulnus che stiamo cercando di guarire", spiega il capogruppo Nino D'Asero. Dal partito di Angelino Alfano è stato presentato un emendamento, con primo firmatario Nino Germanà, per "correggere la norma definendo chiaramente il concetto di area metropolitana". Rinviato ad oggi l'analisi dell'articolo 8, altro nodo centrale dell'intesa trovata all'Ars: "Il sindaco del comune capoluogo assume la denominazione di sindaco metropolitano ed il consiglio metropolitano è costituto dai sindaci dei comuni appartenenti alle città metropolitane".

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