Ecoballe per non portare i rifiuti fuori da Bellolampo, Norata: "La discarica rischia il blocco"

La prossima settimana il via ai lavori per l'ampliamento della sesta vasca: previsti 45 giorni di stop. La Rap vorrebbe "impacchettare" l'immondizia e stoccarla in un'area dell'impianto. Ma ciò non risolve i problemi di volumetria. "Senza la settima vasca sarà emergenza, speriamo di andare oltre l'estate"

Mezzi della Rap in azione a Bellolampo

Impacchettare i rifiuti e stoccarli momentaneamente in un'area di Bellolampo. Quella delle ecoballe è una delle ipotesi individuate dalla Rap per non portare l'immondizia fuori Palermo, quando la discarica dovrà fermarsi a causa dei lavori di ampliamento della sesta vasca. Almeno 45 giorni di stop. Il cantiere è stato già delimitato e la prossima settimana gli operai della General Smontaggi di Novara, la ditta che si è aggiudicata l'appalto, dovrebbero entrare in azione. E sempre la prossima settimana, il 21 marzo per la precisione, scade l'ordinanza del sindaco che autorizza l'abbancamento dei rifiuti in deroga ai limiti di capienza dell'impianto.

Il tempo è tiranno e alla Rap sono preoccupati. L'amministratore unico Giuseppe Norata non lo nasconde, ma assieme al Comune le sta tentando tutte per scongiurare il trasferimento dei rifiuti in altre discariche della Sicilia. "Vogliamo gestire il problema all'interno di Bellolampo - dice Norata - ecco perché abbiamo pensato all'ipotesi delle ecoballe". I rifiuti, opportunamente trattati nel Tmb, verrebbero compressi e rivestiti con una pellicola di "film"; per poi essere collocati in alcune aree di stoccaggio. "Ne abbiamo indoviduate due - prosegue il numero uno della Rap - lo spazio c'è. Tuttavia incontriamo resistenze e perplessità da parte degli organi di controllo, che temono uno stoccaggio prolungato". Secondo Norata però non c'è il rischio che il percolato possa tracimare. "A Napoli le ecoballe sono rimaste ferme per un paio di anni senza conseguenze per l'ambiente".

Le riunioni con il dipartimento Acque e rifiuti si susseguono, alla presenza anche dell'Arpa e dell'ex Provincia (enti ai quali spetta la sorveglianza). A stretto giro di posta i tecnici dovranno dare il loro responso. E se la soluzione avanzata dalla Rap venisse respinta? "Si potrebbe continuare ad utilizzare la sesta vasca anche durante i lavori d'ampliamento - ipotizza l'amministratore unico della Rap - fermo restando la garanzia delle condizioni di sicurezza. In questo caso servirebbe un'ordinanza sindacale".  

Comunque sia l'aumento di volumetria della sesta vasca resta una soluzione di corto respiro. Al massimo fino a settembre. Dopodiché il "buio", perché l'iter che dovrebbe portare alla costruzione della settima vasca è ancora all'alba. "Alla Regione - conferma Norata - si va avanti a rilento". E Bellolampo rischia il blocco totale: eccolo il vero problema. "Speriamo di andare oltre l'estate, perché se l'impianto dovesse fermarsi prima ci sarebbe lo spettro di un'emergenza sanitaria aggravata dal caldo".

Il "no" dell'amministrazione comunale al trasferimento della spazzatura fuori da Bellolampo è dettato innanzitutto dai costi: 100 euro a tonnellata (a Palermo se ne producono 800 al giorno). Per ridurre le quantità d'immondizia destinata alla discarica la strada è una sola: aumentare la raccolta differenziata. Dopo anni di colpevole immobilismo, da parte del Comune e della stessa Rap, a Norata va ascritto il merito di aver avviato un nuovo step del "porta a porta" e di aver aperto il primo Centro comunale di raccolta (in viale dei Picciotti). "Con il Comune - conclude l'amministratore unico della società di piazzetta Cairoli - abbiamo individuato altri 11 siti da destinare a Ccr. Attendiamo il parere di conformità urbanistica. Se tutto fosse ok, per l'assegnazione provvisoria basterebbe un unico atto deliberativo della Giunta".

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