"Il Comune non rispetta gli accordi": scioperano i lavoratori Reset

La mobilitazione è scattata dopo l'incontro infruttuoso con il sindaco Orlando. Corteo da piazza Croci fino a Palazzo delle Aquile. I sindacati chiedono l'adeguamento dei contratti a 36 ore settimanali. "Nei prossimi giorni un calendario di manifestazioni"

Operai Reset in azione

I sindacati chiedono l'adeguamento dei contratti a 36 ore settimanali. Il Comune mette sul piatto della bilancia l'affidamento del call center Amap, lo spostamento di 80 dipendenti in Rap e di altri 17 in Amat (la cosiddetta mobilità orizzontale), ed è pronta a fare un ulteriore sforzo nel prossimo bilancio. Promesse che ai dipendenti della Reset non bastano, tanto che le parti sociali annunciano uno sciopero per lunedì.

La mobilitazione è scattata dopo l'incontro con il sindaco Leoluca Orlando, che non è riuscito a soddisfare i rappresentanti dei lavoratori. "Chiediamo le 36 ore settimanali, il buono pasto e welfare da subito, come sottoscritto a novembre del 2017; inoltre va discussa la mobilità orizzontale e le nuove commesse. Purtroppo però abbiamo preso atto del diniego del sindaco e del silenzio assordante dei presidenti delle partecipate, dettato dalla loro assenza all'incontro nonostante la regolare convocazione" affermano Asia-Uiltrasporti, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Cisal-Fiadel e Uiltucs. 

"A questo punto - concludono - non ci sono le condizioni per evitare lo sciopero e lunedì 4 febbraio i lavoratori si ritroveranno a piazza Croci alle 9 del mattino, da dove si muoveranno per raggiungere Palazzo delle Aquile. Inizia così un calendario di manifestazioni che articoleremo nei prossimi giorni, ma è chiaro che la situazione ci costringe a valutare anche, insieme ai nostri legali, ulteriori iniziative per dare attuazione agli accordi sottoscritti nel tempo e mai rispettati".

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