Tasse, guerra del Comune ai commercianti evasori: ritiro della licenza per chi non paga

Arriva in Giunta una delibera che prevede la revoca, il mancato rinnovo e rilascio di autorizzazioni, concessioni e licenze per chi non è in regola con i tributi comunali. Tra le utenze non domestiche oltre il 50% non paga la Tari. Orlando e D'Agostino: "Provvedimento necessario"

Il Comune dichiara guerra agli esercizi commerciali che non pagano le tasse. Il contrasto agli evasori passa da un regolamento che prevede la revoca, il mancato rinnovo e rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni, nel caso in cui il commerciante non abbia pagato i tributi comunali. Basta omettere in toto o parzialmente il versamento per almeno due annualità d'imposta del medesimo tributo o la stessa annualità di tributi differenti per far scattare la sanzione.

La proposta di regolamento, che approderà domani in Giunta, è stata redatta sulla scorta di un decreto legge nazionale - convertito in legge lo scorso giugno - che dà facoltà agli enti locali di attuare misure preventive nei confronti di quei soggetti che svolgono attività commerciali regolate dal Comune. Anche perché gli evasori e gli elusori dei tributi comunali vanno ricercati soprattutto tra i commercianti: secondo i dati di Palazzo delle Aquile, infatti, il 51,74% non paga la Tari. Provocando un mancato introito di 46 milioni di euro. A tanto ammonta l'evasione di 29.462 utenze non domestiche calcolata nel 2018.

Da qui la necessità di usare il pugno duro, prima estranedo il cartellino giallo e poi quello rosso. "L'ufficio competente del settore Suap provvederà a notificare al contribuente interessato apposita comunicazione preventiva di avvio del procedimento di sospensione dell'attività di cui alle autorizzazioni, concessioni o altro atto similare ed alle segnalazioni certificate di inizio attività (Scia), assegnando un termine di 30 giorni per la regola rizzazione dei debiti tributari. Decorso infruttuosamente tale termine, entro i 15 giorni successivi si procederà alla emissione del provvedimento di sospensione per un periodo di 90 giorni, ovvero sino al giorno della regolarizzazione, se antecedente, previa notifica del provvedimento da parte del Comune al contribuente interessato. Qualora il contribuente non regolarizzi la propria posizione debitoria tributaria, il Suap procederà con determina dirigenziale alla revoca dell'autorizzazione, concessione o alla cessazione dell'attività". Così si legge nel regolamento, che per diventare esecutivo ha bisogno anche dell'ok di Sala delle Lapidi.  

La Giunta ha dato massima priorità alla delibera, in quanto consentirebbe di "liberare" dal bilancio qualcosa come 40 milioni di euro. Vale a dire le somme che il Comune è costretto ad accantonare in bilancio sotto la voce "crediti di dubbia esigibilità". Di conseguenza l'amministrazione potrebbe avviare le procedure per il recupero delle somme evase, diminuendo una morosità Tari ancora elevata. Ecco perché nell'entourage del sindaco c'è chi pensa che l'atto possa essere approvato prima del consuntivo 2018. 

Per il sindaco Leoluca Orlando e per l'assessore al Bilancio Roberto D'Agostino si tratta di "un provvedimento necessario ed utilissimo per contrastare il grave fenomeno della evasione tributaria che a Palermo resta su livelli altissimi anche se in diminuzione. Senza demonizzare una intera categoria, è però innegabile che fra le utenze commerciali il tasso di evasione superiore al 50% sia assolutamente patologico. Chi evade le tasse è colpevole, gravemente colpevole di contribuire a creare disservizi alla città e in città, senza dimenticare, visto la maggiore evasione si registra per la Tari, che spesso proprio queste utenze sono quelle che contribuiscono in modo significativo alla produzione di rifiuti".

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"A coloro che sanno di non essere in regola - concludono Orlando e D'Agostino - rivolgiamo un 'caldo' invito ad utilizzare gli strumenti messi a disposizione dal Comune per pagare volontariamente, riducendo così sanzioni e interessi".

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