La Regione "congela" i fondi per il trasporto pubblico: tram a rischio

In attesa che da Roma arrivi l'ok alla dilazione del disavanzo regionale, il governo siciliano accantona 48 milioni. Per l'Amat il taglio sarebbe di 7 milioni, scatta l'allarme. L'assessore Catania: "Effetti catastrofici". Le risorse però potrebbero essere inserite nel Collegato

Il tram potrebbe finire su un binario morto. La Regione ha "congelato" 48 milioni di euro in attesa che dal governo nazionale arrivi l'ok alla dilazione in trent'anni del disavanzo siciliano. Frattanto, con le casse a secco, Palazzo d'Orleans ha scelto "una contrazione" dei fondi per il trasporto pubblico urbano ed extraurbano.

Fuori dal burocratese, la "contrazione" altro non è che un taglio di 48 milioni in tutta la Sicilia, pari al 47% dei trasferimenti previsti per gli ultimi sei mesi del 2019 sia in favore dei Comuni sia delle società che effettuano i collegamenti con le aree interne. L'Amat, a conti fatti, perderebbe 7 milioni su 34 a partire dal primo luglio. Il rischio concreto è che fra un mese si fermino i tram e le linee degli autobus siano ridotte del 30%.

"Un provvedimento dagli effetti catastrofici, che mette a rischio l'intero trasporto pubblico di Palermo e l'Amat". Così l'assessore comunale alla Mobilità, Giusto Catania, che ha convocato d'urgenza per lunedì i tecnici dell'Amat. Il sindaco Leoluca Orlando invece chiederà la convocazione del tavolo Stato-Regione per lanciare l'allarme sui contraccolpi che subiranno i Comuni siciliani, città metropolitane in testa.

La Regione, con l'assessore ai Trasporti Marco Falcone, prova a gettare acqua sul fuoco, sostenendo che se non dovesse esserci un'intesa con Roma attraverso il coseddetto Collegato alla legge finanziaria verrebbero assegnate le risorse necessarie a mettere in sicurezza il trasporto pubblico siciliano. 

Non si sono fatte attendere le reazioni del Consiglio comunale. "Se la Regione confermerà il taglio di sette milioni di euro all'Amat - dice Dario Chinnici, capogruppo del Pd - da luglio il trasporto pubblico locale di Palermo sarà alla paralisi: tram fermi, linee degli autobus tagliate, potenziamento estivo dei servizi in fumo. Una tragedia vera e propria per la nostra città, a cui si aggiungeranno quelle degli altri comuni e del trasporto extraurbano di tutta l'Isola. Il governo Musumeci fermi questa follia e ritiri il provvedimento che congela dal primo luglio 48 milioni per il comparto di tutta la Regione: un atto scellerato, la cui responsabilità cade anche sul governo Conte che continua a ignorare la Sicilia".  

Esprimono "preoccupazione" i consiglieri di Sinistra Comune, secondo i quali si "mettono a repentaglio le politiche del Comune di Palermo e delle altre province per garantire un servizio di trasporto efficiente alla collettività". "L'intervento - aggiungono Barbara Evola, Fausto Melluso, Katia Orlando e Marcello Susinno - si aggiunge alle cospicue riduzioni degli anni precedenti. La pessima gestione delle risorse regionali negli anni passati non può trasformarsi in scelta punitiva da parte del governo nazionale per le cittadine ed i cittadini. E' evidente che le continue politiche di tagli da una parte e di accantonamenti dall'altra, rischiano di obbligare i Comuni a scelte di privatizzazione di servizi fondamentali come quelli del trasporto. E' necessario che i Comuni chiedano l'apertura di un dialogo col governo".

Per Sabrina Figuccia, consigliere dell'Udc, invece "sentire l'assessore Catania parlare di rischio per l'Amat oggi appare come una contraddizione in termini. Ad affossare la partecipata di via Roccazzo sono state infatti proprio le scelte scellerate di questa amministrazione comunale. A partire dal tram, già nato su un binario morto. Tutti lo sapevano sin dal suo concepimento, ideato negli anni '90 e maldestramente realizzato dopo moltissimi anni dal sempiterno Orlando, il tram ha smarrito la sua utilità strada facendo, fino al punto di diventare un inutile costo per le precarie casse dell'Amat".

"Oggi invece di attribuire colpe alla Regione o al governo nazionale - conclude - Orlando e Catania sarebbero politicamente più onesti se si assumessero le proprie responsabilità nei confronti dell'azienda di trasporto pubblico locale, partendo da un contratto di servizio mai veramente rivisitato, per arrivare all'esperimento Ztl giocato tutto sulla pelle dei cittadini da un lato e dei lavoratori Amat dall'altro. Se davvero il sindaco vuole compiere un atto di coraggio prenda in mano le chiavi del tram e lo faccia guidare al suo fido assessore Catania. Lo vedrei bene in divisa di capo tram con tanto di cappellino e paletta in perfetto stile stalinista".  

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