C'è l'accordo con Roma: disavanzo della Regione ripianato in dieci anni

Il Consiglio dei ministri ha accolto la proposta del governo regionale della Sicilia di spalmare in dieci anni il maggiore disavanzo di oltre due miliardi di euro. Il governatore Musumeci: "Questo ci consente di proseguire nell'azione di risanamento"

Il premier Conte e il governatore Musumeci

Il Consiglio dei ministri ha accolto la proposta del governo regionale della Sicilia di spalmare in dieci anni il maggiore disavanzo di oltre due miliardi di euro. Il provvedimento è stato adottato dopo la decisione della Commissione paritetica che ha recepito, all'unanimità, la proposta della Giunta regionale. Alla seduta di Palazzo Chigi ha preso parte anche il presidente della Regione Nello Musumeci, come previsto dallo Statuto siciliano.

"L'intesa col governo Conte - ha detto il governatore - ci consente di proseguire nell'azione di risanamento, avviata già due anni fa, e di contenimento della spesa, tanto che non abbiamo contratto alcun debito sin dal momento dell’insediamento. Anzi, abbiamo ridotto l'indebitamento di ben settecento milioni di euro, rispetto agli otto miliardi che abbiamo trovato. Eviteremo così di effettuare tagli pesanti, che graverebbero sulle fasce più deboli della popolazione".

Dal canto suo, l'assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao, ha sottolineato che "entro novanta giorni sarà definito con lo Stato un accordo che contenga le prescrizioni richieste dal governo nazionale, ma soprattutto chiuda definitivamente le intese sull'autonomia finanziaria regionale".

"Bene il testo approvato in Consiglio dei ministri - ha commentato il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone - Siamo soddisfatti del recepimento delle nostre proposte. Ora Musumeci faccia le riforme che servono alla Sicilia, siamo stanchi del suo immobilismo".

“Incredibile è l’Italia: e bisogna andare in Sicilia per constatare quanto è incredibile l’Italia’, lo diceva Leonardo Sciascia e - dice il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia - quanto avvenuto in queste ore sul ripiano del disavanzo della Regione in dieci anni ne è la riprova. La regione autonoma siciliana e tutti i siciliani – ha continuato il ministro Boccia - avevano il diritto di una risposta immediata da parte dello Stato che è arrivata in maniera tempestiva e puntuale con impegni reciproci chiari. Si fa così tra persone serie che rappresentano le istituzioni, indipendentemente dai colori politici di appartenenza. Quando si amministra la cosa pubblica è preferibile evitare le chiacchiere e le polemiche strumentali e concentrarsi sui fatti concreti. Dopo mesi di confronti che hanno riguardato anche il precedente governo è stata trovata una soluzione seria e rigorosa”.

"I conti della Regione - commentano le parlamentari del M5S Roberta Alaimo e Valentina D’Orso - sono salvi grazie alla norma voluta dal Movimento 5 Stelle, ma ora tocca al Presidente della regione che deve fare la sua parte. Il disavanzo, infatti, potrà essere ripianato in dieci anni, ma a condizione che venga sottoscritto l’accordo con lo Stato entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto legislativo. Per fare ciò, il Governo regionale deve dare concreta programmazione della volontà di sanare il bilancio attraverso delle riforme, altrimenti a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta i cittadini. Noi come Governo nazionale abbiamo fatto la nostra parte aiutando la regione a evitare il default e salvando quindi la Sicilia, adesso Musumeci faccia la propria parte. Un plauso vogliamo riservarlo al sottosegretario del MEF Alessio Villarosa che ha seguito in prima persona questo tema".

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