La Finanziaria in commissione Bilancio all'Ars, M5S: "Solo norme spot"

Opposizioni sul piede di guerra. I pentastellati: "Ancora non sappiamo nemmeno quanto vale la manovra e questo sta paralizzando i lavori". Fava: "La scure dei tagli colpisce sempre gli stessi settori"

Palazzo dei Normanni

Si riaccende il dibattito all'Ars sulla Finanziaria. Il testo approvato dalla Giunta regionale è approdato in commissione, ma l'esame procede a rilento.

Per i deputati M5S Luigi Sunseri, Stefano Zito e Sergio Tancredi, (componenti della commissione Bilancio) la "Finanziaria è in alto mare. Ancora non sappiamo nemmeno quanto vale la manovra e questo sta paralizzando i lavori in commissione Bilancio. A questo punto ipotizzare un prolungamento dell’esercizio provvisorio è tutt’altro che un’ipotesi remota. A dispetto dei proclami di Musumeci, che asseriva che avrebbe portato a casa la manovra entro dicembre”.

“Finora – dice Sunseri – non è nemmeno cominciata la discussione, visto che non si conosce nemmeno la vera entità di questa manovra. Per cui si è andati avanti con audizioni solo allo scopo di prendere tempo”.

“A parte qualche norma spot – afferma il capogruppo Francesco Cappello - in questa bozza di manovra, i tagli la fanno da padrone. Ma siamo consci che la vera manovra, il banchetto della maggioranza, sarà il collegato alla Finanziaria, di cui ad oggi non c’è traccia. Siamo all’8 di gennaio e difficilmente la commissione Bilancio riuscirà a chiudere l’esame dell’articolato entro la data della prossima aula che è fissata per giorno 11. E meno male che questo governo del nulla era contrario all’esercizio provvisorio”.

Critico anche il presidente della commissione regionale antimafia Claudio Fava, che sottolinea come "sia nella Finanziaria sia nella assegnazione dei fondi della ex Tabella H, la scure dei tagli colpisce sempre gli stessi settori. In pochi giorni infatti il Governo ha deciso di azzerare si fatto i capitoli per il sostegno alle imprese taglieggiate e contemporaneamente dimezza, se non di più, i già scarsi contributi alle associazioni storiche che si occupano della diffusione della legalità e del contrasto alla mafia".

"Appena un anno fa - ricorda Fava - l'assessore Armao e il presidente Musumeci avevano annunciato una rimodulazione nella gestione dei fondi della ex tabella H nel senso della trasparenza; oggi non solo si prosegue con un sistema distorto e opaco ma si riesce a far rientrare dalla finestra un consistente contributo all'Istituto superiore di giornalismo, che la scorsa finanziaria su nostra proposta aveva deciso di abolire, non essendo questo ente riconosciuto dall'ordine dei giornalisti". Per Fava si tratta di "segnali pessimi: l'ennesima riprova di come, sotto gli annunci spot del governo, si nasconda un'imbarazzante continuità col passato ed un sostanziale immobilismo".

E sulla stessa scia si colloca il segretario della Cgil Palermo Enzo Campo: "Anche quest'anno assistiamo con disapprovazione alla scelta del governo regionale di distribuire a pioggia i finanziamenti della ex tabella H penalizzando le associazioni impegnate nella promozione della cultura della legalità e dell'antimafia, dalle attività pubblicamente note, a beneficio di tante altre realtà associative che non hanno subito tagli della stessa entità rispetto alle attività e iniziative svolte”.  “Pur consapevoli del fatto che il budget della tabella H sia ridotto – aggiunge Campo - ancora una volta non si riscontra la necessaria chiarezza e trasparenza nei criteri di accesso alla graduatoria e di erogazione dei contributi. Pensiamo che in una terra come la Sicilia, e in una realtà come quella palermitana, la tutela delle associazioni impegnate sul fronte dell'antimafia, che svolgono attività pubblicamente riconosciute, come quelle con la partecipazione del mondo della scuola, dovrebbe essere una priorità per tutti, a partire dal governo di questa Regione”.

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