Regione, l'assessore Figuccia si dimette: "Sono un uomo libero"

La decisione dopo le polemiche sugli "stipendi d'oro" all'Ars e l'elezione del presidente Miccichè. L'ormai ex assessore a Rifiuti ed Energia era stato "isolato" dal suo stesso partito, l'Udc, e dai capigruppo di maggioranza

L'assessore dimissionario Vincenzo Figuccia (Udc)

E’ passato quasi un mese dall’insediamento della giunta regionale e la squadra di Nello Musumeci ha perso il primo pezzo. Vincenzo Figuccia ha rassegnato le dimissioni da assessore all’Energia e ai Rifiuti. La decisione arriva dopo le polemiche degli ultimi giorni sull’elezione di Gianfranco Miccichè quale presidente dell’assemblea siciliana e la vicenda relativa al tetto per gli stipendi d'oro dell’Ars. Figuccia, però, ha voluto chiarire il suo pensiero con una nota: "Oggi più che mai sento di essere un uomo libero e da tale condizione continuo a portare avanti le mie idee, rimanendo fedele al mandato degli elettori che mi hanno votato per tutelare la posizione dei cittadini, di chi soffre, di chi vive una condizione di difficoltà economica e di chi è lontano dai palazzi dorati".

A pesare sulla sua decisione, infatti, potrebbero essere state le dichiarazioni di Figuccia contro Miccichè. L’assessore dimissionario, infatti, aveva detto: "E’ stato un errore votarlo". Una dichiarazione per cui il resto dell’Udc, il partito di Figuccia, ha deciso di prendere le distanze con una nota ufficiale - firmata dal commissario regionale Giuseppe Naro - in cui venivano ribaditi apprezzamento e stima per il leader di Forza Italia voluto dalla maggioranza di cui proprio l’Udc fa parte. A difendere il presidente dell’Ars anche i capigruppo della maggioranza con una nota congiunta in cui invitavano Figuccia a “impegnare le sue energie in modo prevalente se non esclusivo all'attività amministrativa di governo, nei settori delicati che gli sono stati affidati, evitando di alimentare polemiche strumentali su argomenti che non sono all'ordine del giorno dell'Assemblea regionale siciliana". L’ex assessore, quindi, potrebbe aver sentito il terreno franare sotto i suoi piedi decidendo di fare un passo indietro e lasciare il governo regionale.

Nonostante le dimissioni sembrino essere frutto di un "caso politico" ancora tutto da analizzare, il resto del suo pensiero Figuccia lo ha affidato a un comunicato: "La mia maggioranza è la gente che ha creduto in un’azione di cambiamento e di discontinuità. Ci sono tante aspettative verso questo governo, che sono certo non verranno disattese, ma non posso non tenere conto degli accadimenti politici consumatisi nelle ultime ventiquattro ore, che ledono la dignità dei cittadini siciliani, consegnano un’immagine inopportuna e distorta e che rendono impossibile la prosecuzione del mandato di assessore all’energia e ai servizi di pubblica utilità conferitomi dal presidente Musumeci".

Figuccia, pur garantendo il suo impegno per fare da garante e anello di congiunzione fra i cittadini e i luoghi deputati a legiferare per il cambiamento, parla di una "decisione maturata dopo profonda e attenta riflessione, ponderata su aspetti di carattere politico e supportata da valutazioni di natura tecnica e personale". Per queste ragioni, spiega, ha deciso di rassegnare le sue irrevocabili dimissioni, pur dichiarandosi "disponibile a lavorare per le priorità di questa terra, in linea con i percorsi concreti che Musumeci - scrive - sono certo sarà capace di creare con il conforto, il sostegno e la condivisione dei siciliani che meritano di sognare e, soprattutto, di avere un futuro migliore".

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Le reazioni

Antonello Cracolici (PD) - “Complimenti a Musumeci, davvero un bell’inizio! Il suo governo non è stato capace di completare neppure la luna di miele", commenta Antonello Cracolici, parlamentare regionale del Pd.“Neanche nelle previsioni più azzardate – aggiunge Cracolici - avrei immaginato che in appena due settimane il governo perdesse un pezzo in un settore strategico e fondamentale per la Sicilia”. “Alla luce di quello che è avvenuto aumenta il rammaruico per ciò che è successo nel Pd: se tutti i deputati avessero tenuto la ‘barra dritta’ – conclude Cracolici - oggi avremmo reso ancora più evidente la crisi di questa maggioranza, una crisi che si era manifestata già nel corso delle votazioni per l'elezione di Miccichè all’Ars”.

Gruppo M5S - “Musumeci? Sempre più il Crocetta del centrodestra. Far rimpiangere il disastrato governo del suo predecessore sembrava una missione impossibile, ma lui è sulla buona strada. Il presidente della Regione ha creato una maggioranza rissosa e un esecutivo di incompetenti. Quando Figuccia si è reso conto dove si trovava se l'è data a gambe levate”. Il gruppo M5S all'Ars commenta così la notizia delle dimissioni di Figuccia. “Non ci voleva certo la palla di vetro – afferma la capogruppo cinquestelle, Valentina Zafarana – per prevedere una maggioranza rissosa, ma quanto accaduto supera anche le nostre peggiori aspettative. La fuga di Figuccia dal governo non è veloce, è da guinness dei primati. Le prima battute di questo esecutivo sono veramente disastrose: prima la vergognosa uscita di Micciché sugli stipendi dell'Ars, ora la fuga del primo assessore, che va via sbattendo la porta. Per i siciliani si prevedono giorni terribili. Dopo 52 giorni dalle elezioni, sul piatto, per risolvere i problemi della Sicilia, non c'è nulla. Dov'è Musumeci, qui il vero presidente della Regione è Miccichè. Sugli stipendi da favola dell'Ars – continua Zafarana – sia chiaro che daremo grande battaglia. Chi vuole regalare buste da paga pesantissime, mentre fuori si fa la fame e il governo scopre un buco da 300 milioni che costringerà al blocco dei concorsi, dovrà metterci la faccia e dovrà assumersene tutte le responsabilità”.

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