Musumeci un anno dopo l'insediamento: "Anas ed Rfi un cancro per la Regione"

Il presidente della Regione traccia un bilancio dei suoi primi 365 giorni da governatore. In dirittura d'arrivo il piano rifiuti anche se "Catania, Messina e Palermo sono una zavorra per la raccolta differenziata". Tolleranza zero per l'abusivismo edilizio

Nello Musumeci

Un anno di lavoro, di obiettivi raggiunti ma con ancora molti traguardi da tagliare. Il presidente della Regione Nello Musumeci tratteggia così l'operato della sua Giunta a un anno dall'insediamento. "So di essere molto esigente con i miei assessori, a volte senza umana tolleranza, ma il fattore tempo è il nostro principale nemico, insieme alla mafia e alla rassegnazione - ha detto il governatore incontrando la stampa - . Questa è una nuova stagione e quelli che non lo hanno compreso presto lo comprenderanno sulla loro pelle, perché pretendiamo che ognuno faccia il proprio dovere fino all'ultimo. Questa è una sfida che si vince o si perde se la classe politica e dirigente oltre che burocratica mantiene lo stesso passo per raggiungere gli stessi obiettivi".

"Questo . ha sottolineato - è il governo che deve mettere le basi per una nuova Sicilia. Lavoriamo in silenzio, non ci facciamo condizionare dai sondaggi o dai titoli, andiamo avanti, in silenzio perché sappiamo che questa è la stagione della semina. Il pieno raccolto arriverà dopo di noi, alla scadenza ma una parte del raccolto pensiamo di poterla offrire anche all'interno di questa legislatura, lasciateci lavorare".

I rifiuti, la differenziata e l'eterna emergenza

Secondo i dati presentati da Musumeci "La raccolta differenziata in Sicilia in un anno "è aumentata del cinquanta per cento" rispetto all'ultimo datorilevato nel 2017 che ammontava al 22,7 per cento. Nel 2018 la differenziata ha raggiunto il 34 per cento.Oggi 1,7 milioni di siciliani fanno la raccolta differenziata, in 203 comuni con oltre il 50 per cento di differenziata. Nel 2016 erano "solo 96". Sono state poi sbloccate le procedure per il piano amianto e concessi 200 mila euro per 13 comuni virtuosi. Stanziati, ancora, 11 milioni di euro, per 22 nuovi centri di raccolti comunale.

Per Musumeci "le tre città metropolitane della Sicilia, Catania, Messina e Palermo sono una zavorra" perché la raccolta differenziata in queste città raggiunge solo tra il 9 e l'11 per cento". "L'emegenza rifiuti esiste dal 1998 - ha spiegato - quando l'allora presidente Capodicasa chiese e ottenne un'ordinanza dal Consiglio dei ministri per poteri straordinari. Noi abbiamo chiesto un'ordinanza e l'abbiamo avuta solo per sei comuni non per tutta l'isola, senza poteri speciali. Ormai è andata. Mancano gli impianti in Sicilia e manca la raccolta differenziata per cui ogni giorno 5000 tonnellate di rifiuti venivano conferiti nelle poche discariche nell'isola, quasi tutte private, chissà come mai. Cosa mancava? Lo strumento di pianificazione, il piano riordinario dei rifiuti. Abbiamo detto che lo avremmo adottato entro dicembre e nessuno ci credeva, mentre la prossima settimana contiamo di deliberarla. Nel frattempo, siamo ancora ultima regione d'italia ma siamo proiettati verso il 50 per cento ragionevolmente entro un anno -dice - complimenti ai sindaci che sono riusciti ad aumentare la differenziata".

"Abbiamo pronto il disegno di legge  - ha precisato Musumeci - oggi a Bruxelles l'assessore Pierobon si sta confrontando su questo tema con la Commissione europea. Entro il prossimo anno, se il Parlamento sarà d'accordo, avremo completato la riforma delle province, quella dei Consorzi di bonifica, quella della Forestale e dell'edilizia pubblica residenziale".

Rifiuti e differenziata, Musumeci ai sindaci: "Tre mesi per raggiungere il 30%"

Abusivismo

Dopo i fatti di Casteldaccia, dove un'intera famiglia ha trovato la morte in una villetta abusiva sommersa dal fango per l'esondazione del Milicia, Musumeci è tornato a parlare di abusivismo. "Dobbiamo andare a fondo, insieme con le Procure - ha detto - perché la vicenda di Casteldaccia serva da monito e sprono. Siamo accanto ai sindaci che vogliono abbattere gli edifici abusivi a partire da quelli che costituiscono un pericolo per la sicurezza e l'incolumità. Dobbiamo evitare che una casa possa trasformarsi di nuovo in una tomba. Questo Governo ritiene che non esiste abusivismo di necessità né di indispensabilità. L'abusivismo è un reato, ce ne può essere uno particolarmente d'impatto e uno perché una finestra è stata realizzata con 20 centimetri in più rispetto al progetto originario. Entrambi vanno condannati".

Sul fronte del dissesto idrogeologico e della Protezione civile nel 2018 è stata istituita l'autorità di bacino con 17,8 milioni di euro per la pulizia di 108 fiumi e torrenti. Finanziati 160 milioni di euro per il dissesto e 73 interventi a tutela del territorio, 26,2 milioni di euro per la rete. 

Il piano contro l'abusivismo: "Decadenza per i sindaci inadempienti e fondi ai Comuni"

I trasporti

Nel "mirino" di Musumeci anche Anas ed Rfi. "L'Anas - ha attaccato il governatore - si muove come pachiderma. Non ci piace come lavorano l'Anas e Rfi che sono diventati un cancro per la Regione. O cambiamo marcia o saremo costretti a mettere in mora i nostri interlocutori a cui per un anno abbiamo accordato quasi  illimitatamente fiducia assoluta". 

I conti di Palazzo d'Orleans

Accertati nel 2018 5,9 miliardi di euro di disavanzo e 8 miliardi di indebitamento, approvati oltre venti documenti con il recupero di atti relativi a 2016/2017, l'avvio della rinegoziazione degli accordi Stato-Regione, la misura per l'estinzionedei derivati e dei relativi oneri, pari a circa 40 milioni annui "che farà conseguire ai bilanci futuri consistenti risparmi di spese".

Burocrati e meritocrazia

"Abbiamo cambiato il 60 per cento dei dirigenti generali sostituendoli, senza alcune delegittimazione e senza criterio di penalizzazione, ma ritenevamo giusto mettere a profitto nuovi stimoli e nuove competenze, e abbiamo confermato alcuni dirigenti per valutazioni che prescindevano e continuano a prescindere dal carattere partitico o politico". Ha detto Musumeci, spiegando di avere "lavorato con le fasce intermedie, abbiamo un nuovo segretario generale (Maria Mattarella ndr) che ha saputo accompagnare alla sobrietà una competenza giuridica a tutti noti".

L'eredità del passato

Musumeci ha definito le partecipate "la spina nel fianco di questo Governo, ma anche il risultato di anni e anni di criminale politica clientelare perché non servivano a fornire servizi alle Province, ma ad assumere 'galoppini' e amici del giaguaro con procedure senza evidenza pubblica. Le partecipate sono quasi tutte in passivo, migliaia di unità assunte senza concorso. La nostra regola è salvaguardare il lavoratore e non il posto di  lavoro. Se il contenitore non funziona e non sta sul mercato va  eliminato. Si recupera la risorsa umana, la si riqualifica e la si  immette dove può produrre". 

Capitolo a parte meritano le Province, che "continuano a fare da donatori di sangue pur essendo in anemia. Lo Stato prende ogni anno  circa 200 milioni di euro. Negli ultimi cinque anni sono state prese a colpi di piccone, oggi non sono né carne né pesce. Occorre restituire loro l'identità di cui hanno disposto per oltre 160 anni".

Regione, nominati i vertici delle società partecipate: i nomiù

Le riforme

"Questo - secondo Musumeci - è un governo che qualcuno all'opposizione considera del nulla, che qualche giornale giudica procedere a rilento. Io non lo so se sia del nulla o se marci a rilento. L'unico dato di cui disponiamo è il rapporto Bankitalia che dice che nel primo semestre 2018 si registra una lenta crescita dopo anni di decrescita. L'Ance tre mesi fa ha dichiarato pubblicamente che in Sicilia si vede un po' di luce in fondo al tunnel. E' evidente che della vasta mole di denaro, quasi tre miliardi di euro impegnati, si potranno cogliere le ricadute tra la metà del 2019 e il 2020". 

Per il governatore siciliano "questa è la stagione della semina e  delle riforme perché abbiamo assunto l'impegno per avviarle. Qualcuno 
si diverte a dire che il Governo ha presentato solo cinque disegni di legge a fronte dei 66 di uno dei gruppi d'opposizione. La scorsa 
legislatura Crocetta che in Aula poteva contare su una maggioranza schiacciante, ha presentato oltre 140 ddl ma solo otto sono andati in 
porto, di questi quattro sono stati impugnati da Roma. La nostra stagione comprende 10-12 disegni di legge che non servono a fare 
statistica ma ad ammodernare la macchina della Regione. Abbiamo un metodo di governo: la programmazione. Abbiamo deciso cosa e come farlo, con quale risorse finanziarie e umane - ha concluso -. E' lo stesso metodo usato quando ho governato la provincia di Catania, che è stata quella con il più altro tasso di gradimento in giunta, seguita da Lecco e Bologna". 

La Regione e i giornalisti

Il presidente della Regione ha annunciato che verrà "avviato il concorso per assumere nuovi giornalisti". "Mentre altri presidenti delle Regioni ne hanno una trentina di giornalisti - ha sottolineato - la Sicilia ne ha uno solo. All'inizio saranno assunti meno di quelli licenziati (dall'ex presidente Rosario Crocetta ndr) ma col nuovo esercizio finanziario 2019, provvederemo a recuperare".

Le reazioni

"Rete Ferroviaria Italiana - si legge in una nota - apprende con stupore e rammarico quanto dichiarato dal presidente della Regione. La Sicilia è al centro delle politiche di investimento della società, grazie anche a una importante cura del ferro per la regione, che prevede opere per 14 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Rfi conferma pertanto il proprio impegno quotidiano per portare avanti tale programma, nonostante le numerose difficoltà registrate, tra cui quelle relative alle situazioni economiche delle ditte appaltatrici".

“Le slide illustrate stamani a categorie produttive e stampa dal presidente della Regione Nello Musumeci, tracciano un percorso che, se portato a compimento, non mancherà di produrre effetti positivi, utili alla Sicilia. Non esitiamo a riconoscerlo per onestà. Così come non esitiamo a rimarcare che in quel percorso non mancano criticità, ritardi, strozzature. È a queste emergenze che, come sindacato, desideriamo porre rimedio, dando un contrinuto di proposte e indicando soluzioni. Ma per questo serve un confronto governo-parti sociali un po’ meno episodico e un po’ più sistematico di quanto avvenuto finora. Serve, pur nella distinzione dei ruoli, convenire assieme su tempi, modalità, interventi, risorse”. Insomma, “Musumeci apra le porte del Palazzo”. Così la Cisl Sicilia in una nota di commento della presentazione, avvenuta stamani a Palermo ad opera del governatore, del report sulle politiche dell’esecutivo, a un anno dal suo insediamento. Per il sindacato guidato in Sicilia da Mimmo Milazzo, sono priorità su cui l’azione del governo deve concentrarsi: il riordino degli enti di area vasta, la strategia energetica e per i rifiuti, le Zone economiche speciali, la spesa dei fondi europeri e delle risorse del patto per il Sud; il welfare e le politiche socioassistenziali e per la disabilità. Ancora, l’istituzione di un’agenzia per la progettazione esecutiva e le politiche per le infrastrutture e la cosiddetta continuità territoriale. “Al presidente Musumeci – spiega Milazzo – chiediamo di tenere la barra dritta avendo costantemente al centro i servizi alla persona e alla comunità. E l’orizzonte dello sviluppo, della regione ultima in Italia secondo tutti gli indicatori. Ci convochi, avremo il piacere di sederci al tavolo e di confrontarci con lui e con il suo governo”. 

“Dietro le grafiche di Musumeci il nulla, e la prova del fallimento di questo governo è nella disastrosa variazione di bilancio, una sorta di manovra alla Robin Hood al contrario, che toglie agli ultimi per dare ai primi, che progetta perfino di aggredire il fondo per i disabili, e di azzerare il fondo per le povertà, finanziando enti inutili e marchette per i deputati della sua maggioranza”, commenta il nuovo capogruppo del Movimento 5 stelle all’Ars, Francesco Cappello. “Musumeci - dice Cappello – afferma che ha solo comunicato male? Può essere, di certo c’è che è veramente difficile comunicare il nulla”. Il deputato 5stelle sottolinea anche la “vergognosa assenza” di Musumeci in aula. “Come Crocetta – dice Cappello – Musumeci diserta, insieme alla sua maggioranza, l’aula per discutere con i giornalisti,  invoca il senso di responsabilità del parlamento sulle variazioni di bilancio e poi si sottrae al dibattito d’aula sui tagli, e sulle storture della sua manovrina, che anche in questa circostanza è frutto di decisioni unilaterali e comprovano l’incapacità di questo governo, non solo di programmazione della spesa, ma anche della capacità della spesa stessa”.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (5)

  • Avatar anonimo di TOTO
    TOTO

    Ciao

    • Non è un sito di incontri...

  • Ottime parole. Bisogna tirar le orecchie ad ANAS ed RFI.

  • Avatar anonimo di vania
    vania

    il cancro x tutti noi siete proprio voi con le vostre politiche esclusivamente clientelari,,,,,,aboliamo l ars

    • Aboliamo IVAN.

Notizie di oggi

  • Mafia

    Le mani della mafia sull'ippodromo, gare decise dai boss: 9 arresti

  • Cronaca

    Droga da Napoli a Palermo, annullate le condanne: c'è anche un fedelissimo di Messina Denaro

  • Cronaca

    Tragedia in via Principe di Scordia, operatore Rap si accascia sul marciapiedi e muore

  • Cronaca

    Viale Lazio riavrà il suo polmone verde: riapre Villa Costa

I più letti della settimana

  • "Le chiamate arancine? Non vendetele", Antica Focacceria stoppata a Catania

  • Incidente a Verona, con la moto contro un Suv: muore palermitano di 23 anni

  • "Ma qua volete stare gratis? Smontate tutto": quando la mafia fa chiudere i ristoranti

  • Tragedia a Monreale, ventenne trovato morto nel suo letto

  • Una mattinata di ordinaria follia: ruba auto a una donna, poi fugge e si schianta alla Noce

  • Si ribella al pizzo, filma il suo estorsore con una telecamera nascosta e lo fa arrestare

Torna su
PalermoToday è in caricamento