Termovalorizzatori, nel piano rifiuti ne sono previsti due: si riaccende la polemica

La Regione riapre la partita, accogliendo le norme del decreto Sblocca Italia. Uno dovrebbe sorgere nel Palermitano. Albanese (Sicindustria): "Bellolampo sito ideale, potrebbe gestirlo Rap". Barricate di Legambiente: "Basta balletti, si punti sulla differenziata". L'ultima parola al ministero

Rispuntano i termovalorizzatori. Il governo regionale apre all’inserimento di questi impianti nel piano rifiuti, accogliendo le norme del decreto Sblocca Italia del governo Renzi che prevede "almeno due inceneritori nell’Isola".

Qualche mese fa i tecnici del ministero dell’Ambiente - guidato dal pentastellato Sergio Costa - avevano inviato una serie di osservazioni al piano rifiuti regionale, che deve essere avallato da Roma: le principali riguardavano proprio il mancato inserimento dei termovalorizzatori nella pianificazione regionale. Secondo quanto previsto nel piano rifiuti in Sicilia ne dovrebbero sorgere due: uno in provincia di Palermo e uno a Catania. L'ultima parola però spetta al ministero dell'Ambiente.

La notizia ha riaccesa subito l'eterna polemica tra pro e contro termovalorizzatori. A favore si schiera il vicepresidente vicario di Sicindustria, Alessandro Albanese: "Gli inceneritori in Sicilia sono imprescindibili. Non si può pretendere di risolvere il tema di ambiente-energia-rifiuti senza affrontare la madre di tutte le questioni: quella dei termovalorizzatori. Gli impianti sono necessari, e dunque ben venga l’apertura della Giunta regionale. Così come necessario è che si faccia in fretta a valutare e aggiornare il fabbisogno residuo da coprire con gli inceneritori". Albanese spinge affinché "un impianto venga realizzato a Palermo: Bellolampo è senza dubbio il sito ideale, e a realizzarlo e gestirlo potrebbe anche essere la Rap". 

Sulle barricate invece Legambiente: "Siamo alle comiche. Verrebbe da ridere ma, purtroppo, c'è solo da piangere per questo balletto. La Sicilia, lo ribadiamo per l'ennesima volta, non ha bisogno di bruciare i rifiuti se tutti i comuni fanno la raccolta differenziata. Gli inceneritori sono costosi, inutili e ci vorrebbero 10 anni per averli in funzione". Secondo Legambiente, la svolta passa dalla diferenziata: "Tra molto meno tempo, 2-3 anni la raccolta differenziata nell’isola potrebbe, anzi dovrebbe, avere una percentuale cosi alta da renderli inutili. Non li vuole più neppure l'Europa, che dal 2030 comincerà a farli chiudere. Allora resta il fatto che il ministero dell'Ambiente e il governo nazionale si devono adeguare modificando il decreto 'Slocca Italia', cancellando la previsione di realizzare due inceneritori in Sicilia, così come si era impegnato il ministro Costa. Il governo regionale deve evitare queste scene patetiche, la smetta di fare l'ennesimo balletto sui rifiuti, cancelli qualsiasi riferimento sugli inceneritori nel piano regionale e si metta a progettare ed a programmare gli impianti per gestire correttamente e in modo virtuoso i nostri rifiuti, la cui carenza è la vera emergenza in Sicilia”.

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