Regione, il commissario dello Stato impugna la legge anti-parentopoli

Il prefetto Carmelo Aronica ha censurato 3 commi del ddl che introduce cause di incompatibilità e ineleggibilità dei deputati regionali. Disco verde invece all'abolizione della tabella H, l'elenco di enti e associazioni finanziato con fondi regionali

Via libera con "riserva" alla legge anti-parentopoli, sì all’abolizione della tabella H. Il commissario dello Stato ha impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge approvata lo scorso 12 agosto dall'Assemblea regionale siciliana e che introduce cause di incompatibilità e ineleggibilità dei deputati regionali. "L'iniziativa legislativa adottata nell'esercizio della competenza legislativa primaria prevista dall'art. 3 dello Statuto speciale, seppure apprezzabile nell'intento, non è, ad avviso del ricorrente, esente da censure di ordine costituzionale", scrive il commissario Carmelo Aronica. Disco verde invece alla norma del Governo Crocetta che ha abolito la tabella H, l'elenco di enti e associazioni per anni finanziato con fondi della Regione nell'ambito della manovra economico-finanziaria, e in alcuni casi simbolo di spesa clientelare.

ANTI-PARENTOPOLI. Aronica ha impugnato tre commi del ddl su ineleggibilità e incompatibilità, voluto dal governo Crocetta e approvato nei giorni scorsi dall'Assemblea regionale siciliana. I rilievi riguardano la "genericita" con cui nel testo si fa riferimento a "funzionari", "soci" e "dipendenti" di enti per i quali è prevista l'ineleggibilità o l'incompatibilità. Tiene tutto il resto della legge.

In particolare, nell'impugnativa si censurano la lettera c) del comma 1 dell'articolo 1 del disegno di legge, che prevede l'ineleggibilità alla carica di deputato regionale per chi abbia un ruolo di rappresentante legale, dirigente o funzionario delle società ed enti di diritto privato ai quali la Regione partecipa.

Il comma 2 del medesimo articolo, che estende l'ineleggibilità a rappresentanti, amministratori, dirigenti o funzionari di enti non territoriali, anche senza scopo di lucro, di società o imprese private che godano di contributi da parte della Regione, nonché a dirigenti o funzionari dipendenti della Regione. Lo stesso comma 2 ora impugnato introduce pura una specifica causa di ineleggibilità ed incompatibilità, limitata al settore della formazione professionale, riguardante soci, legali rappresentanti, amministratori, dirigenti, funzionari e consulenti di società od enti che fruiscono di finanziamenti o contributi a qualsiasi titolo per lo svolgimento di attività formative o che siano titolari di appalti per forniture e servizi per lo svolgimento di attività formative per conto della Regione.

Il commissario rimarca che in base alla Costituzione "l'eleggibilità è la regola e l'ineleggibilità l'eccezione", e che "le restrizioni del contenuto di tale diritto inviolabile sono ammissibili solo nei limiti indispensabili alla tutela di altri interessi di rango costituzionale in base alle regole della necessità e della ragionevole proporzionalità di tale limitazione. Sicchè - rileva ancora il prefetto Aronica - per stabilire se l'ipotesi di ineleggibilità o incandidabilità è legittima, occorre valutare se essa sia indispensabile per assicurare la salvaguardia di detti valori, se sia proporzionata al fine perseguito o se, invero, essa non finisca piuttosto per alterare i meccanismi di partecipazione dei cittadini alla vita politica”.

TABELLA H. Disco verde invece alla norma del governo Crocetta, approvata nei giorni scorsi dall'Assemblea regionale, La nuova legge prevede la predisposizione da parte della Regione di un bando aperto al quale potranno partecipare gli enti, le fondazioni e le associazioni purchè dimostrino di avere alcuni requisiti per beneficiare dei fondi pubblici, con una priorità per chi è impegnato nel sociale e si occupano di disabilità. Sono stati stanziati 6,5 milioni per enti e associazioni, 2 milioni per i teatri e 5 milioni per le ex Province.

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